Salmo 39: completo, commento

salmo 39
salmo 39

CommentoL’autore del salmo 39 si propone di vigilare sul suo modo di agire e parlare per non peccare quando si trova di fronte un empio. Il salmista pensava che Dio punisse l’empio che al contrario ritorna più forte mentre lui è messo nella condizione di dover tacere, senza poter impedire per questo la sua azione malvagia. Sentendosi oppresso vorrebbe reagire con rabbia e portando rancore, ma non ci riesce, domanda a Dio di renderlo umile per capire quanto è fuggente la vita di ogni uomo, la pace si fa strada allora, come d’incanto, nel suo cuore e gli fa domandare di essere liberato da ogni peccato commesso, capendo che è indispensabile per lui essere aiutato da Dio per evitare di cadere nell’infedeltà dandola vinta allo stolto, desidera conservarsi mite di fronte ad ogni prepotenza subita.

Salmo 39 completo

[1] Al maestro del coro, Iditun. Salmo. Di Davide.

[2] Ho detto: “Veglierò sulla mia condotta per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca mentre l’empio mi sta dinanzi”.

[3] Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, la sua fortuna ha esasperato il mio dolore.

[4] Ardeva il cuore nel mio petto, al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato:

[5] “Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni e saprò quanto è breve la mia vita”.

[6] Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni e la mia esistenza davanti a te è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive,

[7] come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, accumula ricchezze e non sa chi le raccolga.

[8] Ora, che attendo, Signore? In te la mia speranza.

[9] Liberami da tutte le mie colpe, non rendermi scherno dello stolto.

[10] Sto in silenzio, non apro bocca, perché sei tu che agisci.

[11] Allontana da me i tuoi colpi: sono distrutto sotto il peso della tua mano.

[12] Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, corrodi come tarlo i suoi tesori. Ogni uomo non è che un soffio.

[13] Ascolta la mia preghiera, Signore, porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, poiché io sono un forestiero, uno straniero come tutti i miei padri.

[14] Distogli il tuo sguardo, che io respiri, prima che me ne vada e più non sia.