Panta rei: cosa vuol dire, tutto scorre nell’aforisma di Eraclito

Cosa significa Panta rei, aforisma del continuo divenire, tutto scorre nella mente del filosofo greco Eraclito, un pensiero complesso ma in realtà molto profondo.

Panta Rei: aforisma di Eraclito
Panta Rei: aforisma di Eraclito

Aforisma panta rei

Panta Rei, espressione greca che alla lettera può essere tradotta in tutto scorre, esprime sinteticamente il pensiero di Eraclito, importante filosofo greco vissuto intorno al 500 a.C..

Riferendosi al continuo mutare della realtà Eraclito scrisse il seguente aforisma:

“Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”.

Facendo un significativo paragone col fiume, il concetto espresso da Eraclito vuole significare che tutto cambia e tutto si trasforma, per questo motivo niente rimane immutato.

Effettivamente il fiume, anche se in apparenza sembra rimanere perfettamente uguale, si trasforma continuamente perchè si rinnova grazie allo scorrere continuo delle sue acque, per questo non è possibile immergersi in esso più di una volta, dal momento che la seconda volta non sarebbe più lo stesso fiume di prima.

Così per ogni essere umano è impossibile ripetere un’identica esperienza due volte, in quanto ogni cosa, nel modo in cui appare ai nostri occhi, è soggetta a un incessante mutamento.

Frequentemente all’espressione panta rei viene assimilato il concetto del “tutto passa”, volendo indicare con questo che i problemi, gli ostacoli e la sofferenza possono essere superati, perchè sottoposti a trasformazioni dovute al trascorrere del tempo.

Ma il vero significato di questo celebre aforisma greco è molto più profondo in quanto si basa sul concetto filosofico del divenire.

Nel panta rei di Eraclito viene esaltato il senso della materia e del cosmo che vede l’elevazione del divenire a arché, che rappresenta l’entità che governa il mondo, sostenendo che senza il mutamento, niente potrebbe avere un’esistenza, dal momento che il divenire stesso è l’essenza del cosmo, attorno alla quale ruota la quotidianità di ciascuno di noi.

Alla luce di tutte queste considerazioni, Eraclito viene considerato il filosofo del divenire, in contrapposizione a Parmenide, noto invece come filosofo dell’essere.

Lo stile oracolare e l’opera giunta frammentata, rendono la filosofia di Eraclito piuttosto complessa, a tal punto che perfino Aristotele era solito definirlo un filosofo oscuro.

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