Santa Giuseppina Bakhita: aforismi e frasi celebri dalla vita

Frasi famose di Santa Giuseppina Bakhita, citazioni celebri di colei che si esprimeva in lingua veneta, aforismi, preghiere e insegnamenti nelle espressioni che raccontano le difficoltà lungo il suo cammino di vita.

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Citazioni di Santa Giuseppina Bakhita

– Parlava di Dio come “el Parón”: quelo che vole el Parón, quanto bon che xé el Parón, come se fa a no volerghe ben al Parón (quello che vuole il Signore, quanto buono è il Signore, come si fa a non voler bene al Signore).

– Diceva di se stessa: Mi son on povero gnoco, come gai fato a tegnerme in convento? Sono buona da niente, come hanno fatto a tenermi in convento?).

– Quando la gente la compativa per la sua storia: Poareta mi? Mi no son poareta perché son del Parón e nela so casa: quei che non xé del Parón i xé poareti.
(Povera io? Io non sono povera perché sono del Signore e nella sua casa: quelli che non sono del Signore sono i veri poveri).

– Quando la curiosità della gente le procurava sofferenza: tuti i vole védarme: son propio na bestia rara! (Tutti vogliono vedermi: sono proprio una bestia rara!).

– Se durante la mia lunga schiavitù avessi conosciuto Dio, quanto meno avrei sofferto.

– Posso proprio dire che non sono morta per un miracolo del Signore che mi destinava a cose migliori..

– Se incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare loro le mani, perché, se non fosse accaduto ciò, non sarei ora cristiana e religiosa.

– Poveretti, loro non sapevano di farmi tanto male: loro erano i padroni, io ero la loro schiava. Come noi siamo abituati a fare il bene, così i negrieri facevano questo, perchè era loro abitudine, non per cattiveria.

– Io sono stata in mezzo al fango, ma non mi sono imbrattata. Per grazia di Dio sono sempre stata preservata. La Madonna mi ha protetta nonostante che io non la conoscessi.

– In varie occasioni mi sono sentita portata da un essere superiore.

– Oh Signore, potessi io volare, laggiù, presso la mia gente e predicare a tutti a gran voce la Tua bontà: oh, quante anime potrei conquistarti! Fra i primi, la mia mamma, il mio papà, i miei fratelli, la mia sorella, ancor schiava…. tutti, tutti i poveri negri dell’Africa, fa’ o Gesù, che anche loro ti conoscano e ti amino!

– Cercate di farvi santi, per carità!

– Siate buoni, amate il Signore, pregate per quegli infelici che non lo conoscono. Sapeste che grande grazia è conoscere Dio!

– Oh, sapessero quanti Africani già sarebbero cattolici se ci fossero missionari e missionarie a dir loro che Dio li ama, che Gesù Cristo è morto per loro.

– Passa tutto: facciamo tutto per il Signore. Loro vanno a insegnare il catechismo, io starò in chiesa a pregare, perchà lo facciano bene—

– Come ciascuno ha un volto diverso, vi è diversità anche tra fratelli! Così anche il Signore dà grazie diverse.

– Conoscere sempre più Gesù per poterlo amare.

– Non è bello quello che pare più bello, ma quello che vuole il Signore.

– L’ho sempre con me il Signore; se viene, bene, se no l’ho dentro di me e Lo adoro.

– Pazienza, mando il mio Angelo Custode per me, perchè poi mi riferisca.

– Lei, Madre, si meraviglia che nostro Signore la triboli? Se non viene da noi altre con un poco di patire, da chi deve andare? Non siamo noi venute in convento per fare ciò che vuole? Sì, Madre, io povera grama, pregherò e tanto, ma perchè si facia la sua volontà.

– Come ha fatto il Signore a prendere proprio me?

– Tutta la mia vita è stata un dono suo: gli uomini sono strumenti; grazie a loro ho avuto il dono della fede.

– Se stessi in ginocchio tutta la mia vita, non dirò mai abbastanza tutta la mia gratitudine al buon Dio.

– Me ne vado, adagio adagio, verso l’eternità… Me ne vado con due valigie: una, contiene i miei peccati, l’altra, ben più pesante, i meriti infiniti di Gesù Cristo.

– Quando comparirò davanti al tribunale di Dio, coprirò la mia brutta valigia con i meriti della Madonna, poi aprirò l’altra, presenterò i meriti di Gesù e dirò all’Eterno Padre: “Or giudicate quello che vedete”.

– Oh! Sono sicura che non sarò rimandata!’

– Allora mi volterò verso S. Pietro e gli dirò: “Chiudi pure la porta, perchè resto”!

– Se nostro Signore non la volesse in Paradiso, cosa farebbe? Eh, beh mi metta dove vuole. Quando sono con Lui e dove vuole Lui, io sto bene dappertutto: Lui è il Padrone, io sono la sua povera creatura.

– Il Signore mi ha voluto tanto bene: bisogna voler bene a tutti…. Bisogna compatire!

– Quando una persona ama tanto un’altra, desidera ardentemente di andarle vicino: dunque perchè avere tanta paura di morire? La morte ci porta a Dio.

– Fa adesso quello che vorresti avere fatto allora: il giudizio ce lo facciamo noi ora.

– Io ho dato tutto al mio Padrone: Lui penserà a me, ne è obbligato.