Frasi sulla lontananza: pensieri e parole per chi è lontano

Citazioni e frasi sulla lontananza di una persona, pensieri dolci e parole profonde da dedicare a chi è lontano per qualunque motivo e fa sentire la sua mancanza a chi gli vuole veramente bene.

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Belle frasi sulla lontananza

– Scrivimi soltanto una volta alla settimana perché non riesco a sopportare le tue lettere quotidiane. Non sono in grado di reggerle. Per esempio, rispondo a una delle tue lettere, poi mi sdraio sul letto tranquillo tranquillo; ma il cuore mi batte fin nelle orecchie ed è consapevole soltanto di te. Appartengo a te; non c’è altro modo di esprimermi, e anche questo non basta. Per questo motivo non voglio sapere che cosa vesti. Mi mette una tale confusione da non riuscire a organizzare la mia vita. (Franz Kafka a F.Bauer)

– Dici che senti moltissimo la mia mancanza, e che la tua unica consolazione quando non sono lì è tenere le mie lettere in mano e metterle spesso al mio posto accanto a te. Mi piace pensare che ti manco, e trovo sollievo in questa sorta di consolazione. Anch’io continuo a rileggere le tue lettere, e le rileggo in continuazione come fossero nuove; ma ciò non fa altro che ravvivare il fuoco del mio desiderio. Se le tue lettere mi sono tanto care, immagina quanto adori la tua compagnia; scrivimi più spesso che puoi, sebbene ciò procuri piacere e dolore. (Plinio il Giovane alla moglie Calpurnia)

– Non puoi immaginare quanto mi manchi. Ti amo tanto, e tu sai, noi non possiamo vivere separati. Così giaccio sveglio gran parte della notte pensando a te, e di giorno le mie stesse gambe mi conducono alla tua casa, ma non trovandoti, ritorno con lo stesso dolore e con la stessa delusione di un amante respinto. (Plinio il Giovane alla moglie Calpurnia)

– Una moltitudine d’immagini di te mi affollano la mente; tutte differenti e tutte che tornano alla stessa. E noi ci amiamo. E noi abbiamo i segreti e le affinità più stupefacenti. Noel, io ti amo, così bella e meravigliosa! Penso a te che mangi un’omelette sull’erba. Ti ripenso ancora una volta contro l’orizzonte e sulla collina quella domenica mattina. E quella notte fu la più meravigliosa di tutte. La luce e l’ombra e la quiete e la pioggia e il bosco. Le tue braccia e le tue labbra e i tuoi capelli e le tue spalle e la tua voce: tu, sempre tu. (R.Brooke a N.Olivier)

– Io ti chiedo se sai leggere questi scarabocchi stentati. Penso ai tuoi occhi, e strappo ciò che ho scritto; poi getto uno sguardo alla campagna spettrale e alla notte bellissima, e non posso trattenermi dal leggere un miserabile libro. Sì, proprio come immagini, Ellen, in questo preciso momento sto per avere un acuto attacco di te. Sono irrequieto, e la mia irrequietezza significa te. (George Bernard Shaw a E. Terry)

– Tesoro, tesoro mio. Due righe in tutta fretta per dirti che oggi ti amo più che mai, che non posso guardare la bellezza senza pensare a te o sentire il profumo della felicità senza pensare a te. Tu hai soddisfatto tutte le mie ambizioni, hai realizzato tutte le mie speranze, e avverato tutti i miei sogni. (Sir Alfred Duff Cooper alla futura moglie Diana)

– Per tutto il tempo ho pensato a una poltrona per due di fronte al fuoco scoppientante, la radio che suona qualche melodia melodiosa, con il bagliore del camino che disegna ombre sulle pareti. Notte davanti al camino! Una lite furiosa, la riconciliazione. Fare all’amore con te è, in una parola, meraviglioso. Poi, stretta tra le tue braccia, con la testa sul tuo petto. Qualcosa che ora bramo, un bacio che faccia fermare il tempo. (P. Moore al futuro marito C.Ruffoni)

– Non credo proprio di riuscire ad aspettare il tuo ritorno prima che il quadro sia terminato. Le mani mi tremano al punto che a malapena riesco a scrivere, la testa mi gira. Sarebbe meglio che non ti dicessi tutto questo, ma ho perso i sentimenti. Dimmi quando potrò venire e arriverò con il quadretto e lì dipingerò. Non sarebbe carino restare separati fin dopo luglio. Non devi essere arrabbiata. Ti sto solo trasmettendo le congratulazioni per essere così presente nei miei pensieri. Ogni tanto riesco a disegnare, ma so che non potrei dipingere un bel niente. Più si avvicina la possibilità di vederti e vivere con te, più divento impaziente. (John Everett Millais alla moglie Euphemia)

– So che non mi abituerò a questo vuoto. Se ricordi, ti dicevo spesso di non riuscire a credere di averti davvero. Ogni mattina quando mi svegliavo ero meravigliosamente stupito di scoprire di averti, e di vedere la tua testa sul cuscino accanto, e di allungare la mano per toccarti. Adesso è esattamente il contrario. Quando mi sveglio non riesco a credere che tu non ci sia; non riesco a guardare una porta senza pensare che in quel momento entrerai, non riesco a entrare in una stanza senza sperare di trovartici seduta, ma ora non può più succedere; e, mio tesoro, mio dolce tesoro, questa è una consapevolezza spaventosa. (O.Nash)

– Non riesco a levarmi dalla testa quello splendido pomerigio: sopra di me, lì dov’ero sdraiata, l’erba si stagliava contro l’azzurro del cielo. Piccole nuvole si rincorrevano mentre il vento fresco le sospingeva in un viaggio senza fine. Poi, accanto a me, la cosa più adorabile di tutte: i tuoi morbidi capelli contro la mia guancia, i tuoi baci così freschi e cari. La mia felicità mai fu così grande. (J.Lee-Booker al futuro marito Ten. P. McSwuiney)

– Ancora non mi dà pace di aver perduto questi giorni che avrei potuto passare ancora assieme a te, o vicino a te. E se non fosse la certezza di far pensare che sono matto…farei il ballo del ritorno anche per un sol giorno. Beata te che sei così giudiziosa ed equilibrata! Vedi che un pò di equilibrio l’hai dato anche
a me! Però domani sera voglio essere a Milano, senz’altra dilazione e vuol dire che lontani per lontani guarderò almeno il posto dove ti vedevo passare dalla finestra. Che sciocchezze, eh? (Giovanni Verga)

Dritte del giorno