Crespino: a cosa serve, proprietà terapeutiche bacche, foglie e corteccia dell’arbusto

A cosa serve il Crespino, quali sono le proprietà terapeutiche in grado di apportare benefici all’organismo, con preparazioni a base di corteccia, foglie e bacche di questo arbusto, ideali per preparare infusi, tisane e decotti.

crespino: foglie e bacche
crespino: foglie e bacche

Proprietà del crespino

Arbusto che può raggiungere altezze anche di oltre 3 metri, il crespino è una pianta che presenta fusti e rami sottili.

Su questi fusti ci sono foglie trasformate in spine tripartite alla cui ascella si impiantano dei piccolissimi ramoscelli che raggiungono lunghezze non superiori ai 3 millimetri.

Le loro foglie, quasi totalmente prive di picciuolo, hanno forma ellittica e margine seghettato, i cui denti presentano nella parte finale una corta spina.

I caratteristici fiori hanno un calice con sei sepali gialli e una corolla con 6 petali, anch’essi di colore giallo, ognuno dei quali comprende alla sua base due minuscole ghiandole che secernono un prelibato nettare molto gradito alle api.

I frutti sono costituiti da bacche rosse raccolte in grappoli.

Con una fioritura che avviene durante i mesi di maggio e giugno, questa pianta è parecchio diffusa in Italia, prevalentemente in zone montane e collinari.

Per quanto riguarda le proprietà, la corteccia amara, tonica per lo stomaco, ha effetti purgativi se usata in dosi elevate.

La scorza, che determina la contrazione della milza, viene impiegata nella metrorragie e nella dismenorrea.

E’ usata frequentemente contro i disturbi dell’apparato digerente, dovuti a disfunzioni epatiche, nelle dispepsie croniche con relativa perdita dell’appetito e nella costipazione.

La droga, influenzando la contrazione delle fibre muscolari lisce, agisce contro le metrorragie, sia accompagnate da fibromiomi uterini, sia del periodo della menopausa.

Le foglie vengono in genere prescritte nella dissenteria cronica.

Un infuso di crespino è molto utile per effettuare gargarismi in casi di angina, oltre che per lavare le piaghe e le ulcere della pelle.

Per fare un infuso occorrono 4 grammi di corteccia da mettere in mezzo litro di acqua da portare a ebollizione.

Aggiungere zucchero e assumere nel quantitativo di due o tre tazze al giorno da distribuire tra i pasti.

E’ possibile aumentare il dosaggio fino a 50 grammi di corteccia ogni litro d’acqua, ottenendo in questo modo un’infusione tonica.

Per preparare una tisana rinfrescante e diuretica sono necessarie da 30 a 50 grammi di bacche ogni litro d’acqua, da bollire e zuccherare leggermente prima di bere.