Victor Hugo: frasi, citazioni e aforismi

Frasi di Victor Hugo, aforismi e citazioni più belle di questo scrittore francese che attraverso la sua lungimiranza seppe definire le sfumature più recondite dell’animo umano.

Victor Hugo: frasi e aforismi

Frasi Victor Hugo

– L’amore vero si dispera o va in estasi per un guanto perduto o per un fazzoletto trovato, e ha bisogno dell’eternità per la sua devozione e le sue speranze. Si compone insieme dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo.

– Quasi tutto il segreto delle anime grandi si racchiude in questa parola: perseverando.

– Faccio tutto ciò che posso perché il mio amore non ti disturbi, ti guardo di nascosto, ti sorrido quando non mi vedi. Poso il mio sguardo e la mia anima ovunque, vorrei posare i miei baci sui tuoi capelli, sulla tua fronte, sui tuoi occhi, sulle tue labbra, ovunque le carezze abbiano libero accesso.

– L’inaccessibile aggiunto all’impenetrabile, l’impenetrabile aggiunto all’inspiegabile; ecco che cos’è il cielo.

– La solitudine crea persone d’ingegno o idioti.

– Si sa che il lavoro ha sempre addolcito la vita: il fatto è che non a tutti piacciono i dolciumi.

– Lo spirito, come la natura, ha l’orrore del vuoto. Nel vuoto, la natura mette l’amore; lo spirito, spesso, vi mette l’odio. L’odio prende spazio.

– Cos’è un tuo bacio? Un lambire di fiamma.

– Per quanto la vita sia breve, noi la rendiamo ancora più breve sprecando allegramente il nostro tempo.

– La felicità è un vecchio fondale dipinto da una sola parte.

– Inferno cristiano: fuoco. Inferno pagano: fuoco. Inferno maomettano: fuoco. Inferno indù: fiamme. A credere alle religioni, Dio è un rosticciere.

– L’anima è piena di stelle cadenti.

– Il disdegno delle obiezioni ragionevoli genera quella sublime vittoria sconfitta che si chiama il martirio.

– L’amore è come un albero: spunta da sé, getta profondamente le radici in tutto il nostro essere, e continua a verdeggiare anche sopra un cuore in rovina.

– Il destino, quando apre una porta, ne chiude un’altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro.

– Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.

– Il coraggio non teme il delitto e l’onestà non teme l’autorità.

– Alla gente non manca la forza, ma la volontà.

– L’anima aiuta il corpo e in certi momenti lo solleva. È l’unico uccello che sostenga la sua gabbia.

– La donna nuda è una donna armata.

– Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona.

– Tempus edax, homo edacior, che io tradurrei volentieri così: il tempo è cieco, l’uomo è stupido.

– La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è.

– I mediocri si lasciano sconsigliare dall’ostacolo specioso; i forti no. Morire è la loro alea, conquistare è la loro certezza.

– Non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori.

– La disperazione è un contabile. Vuol far tornare i conti. Niente le sfugge. Addiziona tutto. Non molla neppure i centesimi. Rimprovera a Dio i fulmini e i colpi di spillo. Vuole sapere come regolarsi con il destino. Ragiona, pesa e calcola.

– Dio s’è fatto uomo. Il diavolo s’è fatto donna.

– La vita è il fiore per il quale l’amore è il miele.

– È dell’inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.

– La religione non è altro che l’ombra gettata dall’universo sull’intelligenza umana.

– Amare è la metà di credere.

– La collera può essere pazza e assurda e si può essere irritati a torto; ma si è indignati solo quando, in fondo, si ha ragione per qualche aspetto.

– Nell’ambito dei fatti morali, il cadere non esclude il librarsi. Dalla caduta sorge l’ascesa.

– Il vero pilota è il marinaio che naviga sul fondo più che alla superficie.

– Dio è l’invisibile evidente.

– L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero.

– La giovinezza è la stagione delle pronte suture e delle cicatrici rapide; a quell’età le facce parlano apertamente e la parola è inutile: ci sono giovani di cui si potrebbe dire che la loro fisionomia discorre.

– Amare è essere due in uno: un uomo e una donna fusi come angeli in cielo.

– C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima.

– Un complimento è come un bacio dato attraverso un velo.

– Le braccia di una madre sono fatte di tenerezza e i bambini vi dormono profondamente.

– C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto.

– Il buonsenso esiste a dispetto, e non a causa, dell’istruzione.

– Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente.

– I veri grandi scrittori sono quelli il cui pensiero occupa tutti gli angoli e le pieghe del loro stile.

– Certi pensieri sono delle preghiere. Ci sono momenti in cui, qualunque sia l’atteggiamento del corpo, l’anima è in ginocchio.

– La liberazione non è la libertà; si esce dal carcere, ma non dalla condanna.

– Un ipocrita è un paziente nella doppia accezione del termine. Calcola un trionfo e sopporta un supplizio.

– Il matrimonio è un innesto: o attecchisce o no.

– Sapete chi era Aspasia, signore?… Quantunque ella vivesse in un’epoca in cui le donne non avevano ancora un’anima, era un’anima; un’anima color rosa e porpora, più ardente del fuoco, più fresca dell’aurora. Aspasia era creatura in cui i due estremi della donna s’univano; era la prostituta dea. Socrate più Manon Lescaut. Aspasia fu creata nel caso fosse necessitata una meretrice a Prometeo.

– La croce è folle; da ciò la sua gloria.

– La più grande gioia della vita è la convinzione di essere amati.

– Quando l’ignoranza si mette a osare, essa ha in sé una bussola. Quella bussola è l’intuizione del vero, più chiara talvolta in uno spirito semplice che in uno spirito complicato.

– Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino.

– La pigrizia è madre. Ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.

– E’ una cosa ben schifosa, il successo. La sua falsa somiglianza con il merito inganna gli uomini.

– C’è gente che pagherebbe per vendersi.

– Il riso è il sole che scaccia l’inverno dal volto umano.

– Qualche volta ho avuto contemporaneamente nelle mie mani la mano guantata e bianca che sta in alto e la grossa mano nera che è in basso, e vi ho sempre riconosciuto soltanto un uomo. Dopo che tutto questo mi è passato davanti io dico che l’umanità ha un sinonimo: eguaglianza; e che sotto il cielo vi è una cosa soltanto davanti alla quale dobbiamo inchinarci: il genio; ed una soltanto davanti alla quale dobbiamo inginocchiarci: la bontà.

– Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione.

– La libertà comincia dall’ironia.

– I pertinaci sono i sublimi. Chi è soltanto audace non ha che un impulso; chi è soltanto valoroso non ha che un temperamento; chi è soltanto coraggioso non ha che una virtù; l’ostinato nel vero ha la grandezza.

– I tempi primitivi sono lirici, i tempi antichi sono epici, i tempi moderni sono drammatici.

– Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito.

– Le disillusioni si allentano come l’arco, con una forza sinistra, e scoccano l’uomo, questa freccia, verso il vero.

– La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio.

– Ecco il mio motto: progresso costante. Se Dio avesse voluto che l’uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa. Noi guardiamo sempre dalla parte dell’aurora, del bocciolo, della nascita.

– I selvaggi hanno dei vizi. È per mezzo di questi che li conquista più tardi la civiltà.

– L’Atlantico rode le nostre scogliere. La pressione della corrente del polo deforma la nostra costa occidentale. La muraglia che noi abbiamo sul mare è minata; l’acqua travolge nugoli di sassi; i nostri porti si riempiono di sabbia e di pietre; le foci dei nostri fiumi s’ingorgano. Ogni giorno un lembo di terra normanna si stacca e sparisce nei flutti.

– La madre è un angelo che ci guarda e che ci insegna ad amare! Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo fra le sue ginocchia, la nostra anima nel suo cuore: ci dà il suo latte quando siamo piccini, il suo pane quando siamo grandi e la sua vita sempre.

– I professori, detestabili come sono, fanno, non solo a loro insaputa, ma anche assolutamente loro malgrado, eccellenti discepoli.

– Non v’è un posto definito dove appoggiare lo spirito.

– Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l’impercettibile, è l’enorme. Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente. Ogni numero è zero di fronte all’infinito. L’inaccessibile unito all’impenetrabile, l’impenetrabile unito all’inespicabile, l’inespicabile unito all’incommensurabile: questo è il cielo.

– Nessuno sa mantenere un segreto meglio di un bambino.

– La natura unisce qualche volta alle nostre azioni effetti e spettacoli con una specie di prefazione cupa e intelligente, come se volesse farci riflettere.

– Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.

– I diplomatici tradiscono tutto tranne le proprie emozioni.

– La coscienza è il caos delle chimere, delle cupidigie e dei tentativi, la fornace dei sogni, l’antro delle idee di cui si ha vergogna; è il pandemonio dei sofismi, è il campo di battaglia delle passioni. Penetrate, in certe ore, attraverso la faccia livida d’un uomo che sta riflettendo, guardate in quell’anima, in quell’oscurità; sotto il silenzio esteriore, vi sono combattimenti di giganti come in Omero, mischie di dragoni ed idre e nugoli di fantasmi, come in Milton, visioni ultraterrene come in Dante. Oh, qual abisso è mai quest’infinito che ogni uomo porta in sé e col quale confronta disperatamente la volontà del cervello e gli atti della vita!

– Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.

– Un guercio è molto più incompleto di un cieco. Sa cosa gli manca.

– L’indietreggiare nel senso inverso dei nostri vizi, ci conduce ai vizî opposti.

– V’era sulla piazza principale di Corinto una statua scolpita da Silanione e catalogata da Plinio: rappresentava Epistato. Chi era Epistato? L’inventore dello sgambetto. Ciò riassume la Grecia e la gloria.

– Il mare e la sorte si agitano sotto lo stesso soffio.

– Chi non dice nulla fa fronte a tutto. Una parola che vi sfugga, presa nell’ingranaggio sconosciuto, può trascinarvi interamente sotto non si sa quali ruote.

– Niente eguaglia la timidezza dell’ignoranza se non la sua temerità.

– Umanità significa identità: tutti gli uomini sono fatti della stessa argilla; nessuna differenza, almeno quaggiù, nella predestinazione; la medesima ombra prima, la medesima carne durante, la medesima cenere dopo. Ma l’ignoranza mescolata all’impasto umano lo rende nero incurabile penetrando nell’interno dell’uomo vi diventa il male.

– La commiserazione ha e deve avere la sua curiosità.

– Chiacchiere da mensa e discorsi d’amore sono inafferrabili; i discorsi d’amore sono nubi, le chiacchiere da mensa sono fumi.

– L’unico pericolo sociale è l’ignoranza.

– La spia va a caccia per conto d’altri, come il cane; l’invidioso va a caccia per conto proprio, come il gatto.

– Si può resistere all’invasione degli eserciti, ma non a quella delle idee.

– La malinconia è la felicità di essere triste.

– L’ignoranza è una fantasticheria e la fantasticheria curiosa è una forza.

– Lo star troppo sulla difensiva indica sempre un segreto desiderio d’attacco.

– Il bambino ha il dono di accettare molto rapidamente la scomparsa di una sensazione. Gli sono risparmiati quei contorni remoti e sfuggenti che costituiscono la vastità del dolore.

– Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi.

– Il giovane ricco ha cento distrazioni brillanti e grossolane, corse di cavalli, caccia, tabacco, gioco, buoni pranzi e tutto il resto; occupazioni della parte bassa dell’anima a danno della parte alta e delicata. Il giovane povero stenta a procacciarsi il pane ; mangia, e quando ha mangiato non ha più che la meditazione.

– Dio aveva fatto soltanto l’acqua, ma l’uomo ha fatto il vino!

– Far il poema della coscienza umana, foss’anco d’un sol uomo, del più infimo fra gli uomini, sarebbe come fondere tutte le epopee in un’epopea superiore e definitiva.

– Se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto neppure il fiore.

– L’invidia è una buona stoffa per confezionare una spia.

– Il silenzio davanti alla giustizia è una specie di ribellione. Lesa giustizia è lesa maestà.

– Waterloo è una battaglia di primo ordine, vinta da un capitano di secondo.

– Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone messo in rotta, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque è disperato, non è Blücher che non ha affatto combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una parola simile il nemico che v’uccide, significa vincere.

– Se volete rendervi conto di quello che è la rivoluzione, chiamatela Progresso; ma se volete rendervi conto di quello che significa progresso, chiamatelo Domani; ora, il Domani compie irresistibilmente l’opera sua, e la comincia oggi, arrivando sempre al suo scopo, nei modi più strani.

– Le azioni riprovevoli hanno luoghi riservati. Come le acquaviti troppo forti, non si bevono d’un sol tratto. Si posa il bicchiere, poi si vedrà, la prima goccia già fa riflettere.

– Fino a quando esisterà, per colpa delle leggi e dei costumi, una condanna sociale che, in piena civiltà, crea artificialmente degli inferni e complica con una fatalità umana il fato ch’è divino; fino a quando non saranno risolti i tre problemi del secolo: la degradazione dell’uomo per colpa dell’estrema povertà, la corruzione della donna per colpa della fame, l’atrofia del fanciullo per colpa delle tenebre; fino a quando, in certi ambienti, sarà possibile l’asfissia sociale; in altre parole, e secondo un punto di vista ancor più esteso, fino a quando vi saranno sulla terra ignoranza e miseria, i libri come questo non potranno non essere inutili.

– Se fosse dato ai nostri occhi terreni di vedere nella coscienza altrui, si giudicherebbe molto più sicuramente un uomo da quel che sogna, che da quel che pensa.

– Il pensatore vuole, il sognatore subisce.

– La notte ‐ chi scrive queste parole lo ha già detto altrove ‐ è lo stato proprio e normale della creazione di cui facciamo parte. Il giorno, breve nella durata come nello spazio, non è che una misura stellare.

– Chi è soddisfatto è inesorabile. Per il satollo, l’affamato non esiste. Le persone felici ignorano e s’isolano. Alla soglia del loro paradiso, come alla soglia del loro inferno, bisogna scrivere: “Lasciate ogni speranza”.

– A Corte, chi dice fiducia dice intrigo, e chi dice intrigo dice avanzamento.

– La spaventosa livellatrice dell’infimo, la vergogna, era passata su quelle fronti; giunti a quel grado d’abbassamento, tutti subivano le ultime trasformazioni nelle ultime profondità; e l’ignoranza, mutata in ebetismo, era identica all’intelligenza mutata in disperazione. Non v’era possibilità di scelta tra quegli uomini che apparivano allo sguardo come l’elite del fango.

– La notte era fitta e sorda, l’acqua era profonda. S’inabissò. Scomparve con una cupa calma. Nessuno vide né udì nulla. La nave continuò a navigare e il fiume a scorrere.

– Lo scontro delle giovani menti fra loro, ha questo di ammirevole, che mai si può prevedere la scintilla né indovinare lo sprazzo di luce!

– Un io feroce: ecco l’invidioso.