San Giovanni della Croce: frasi, citazioni poesie dagli scritti

Aforismi e citazioni poesie, frasi dagli scritti di San Giovanni della Croce, sacerdote e poeta spagnolo vissuto nel sedicesimo secolo, definito un maestro della fede per aver manifestato nella sua vita una spiccata inclinazione all’amore verso il prossimo, sostenuto nel suo operare da una profonda preghiera contemplativa. Nel 1568 fu il primo tra i frati ad aderire alla riforma dell’Ordine di Carmelitani, promossa da Santa Teresa di Gesù. L’ordine riformato si chiamerà dei Carmelitani Scalzi.

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Frasi San Giovanni della Croce

– Su, coraggio, alzati: non stagnare in una pietà superficiale o in un debole impegno virtuoso. Affrontate decisamente le avversità della notte, salite il sentiero aspro del nulla per attingere l’incandescenza dell’Amore. Sul monte, al di là del nulla-non-Dio c’è godibile per te il Tutto-Dio.

– L’anima cerchi sempre di inclinarsi: non al piú facile, ma al piú difficile; non al piú saporoso, ma al piú insipido; non a quello che piace di piú, ma a quello che piace di meno; non al riposo, ma alla fatica; non al conforto, ma a quello che non è conforto; non al piú, ma al meno; non al piú alto e pregiato, ma al piú vile e disprezzato; non alla ricerca di qualche cosa, ma a non desiderare niente; non alla ricerca del lato migliore delle cose create, ma del peggiore e a desiderare nudità, privazioni e povertà di quanto v’è al mondo per amore di Gesú Cristo.

– Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente. Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente. Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente. Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi. Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai. Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai. Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei.

– Quando ti fermi su qualche cosa, tralasci di slanciarti verso il tutto. E quando tu giunga ad avere il tutto, devi possederlo senza voler niente, poiché se tu vuoi possedere qualche cosa del tutto, non hai il tuo solo tesoro in Dio.

– Beato nulla e beato nascondiglio del cuore, il quale ha tanta forza da assoggettare ogni cosa, non volendo assoggettare niente per sé e lasciando ogni cura per poter ardere di più in amore.

– Per cercare Dio si richiede un cuore nudo, forte e libero da tutti i mali e i beni che puramente non sono Dio…Questi sono di tre specie: temporali, sensuali e spirituali. Poiché sia gli uni che gli altri, se vi si trattiene o vi si ferma, occupano il cuore e sono all’anima di impedimento per la nudità di spirito quale si richiede per seguire la via diretta del Cristo, per andare dietro a Lui….

– Colui che vuole restare solo senza il sostegno di un maestro e di una guida, è come un albero solo e senza padrone in un campo, i cui frutti, per quanto abbondanti, verranno colti dai passanti e non giungeranno quindi alla maturità.

– È meglio starsene carico vicino a un forte che essere senza peso presso un debole. Quando sei carico, te ne stai vicino a Dio che è la tua forza, il quale infatti sta con i tribolati; quando sei senza peso, te ne stai presso di te, che sei la tua stessa debolezza. La virtù e la forza dell’anima crescono e si fortificano nei travagli della pazienza.

– L’anima virtuosa, ma sola, e senza maestro, è come il carbone acceso ma isolato, il quale invece di accendersi si raffredderà.

– Rinnega i tuoi desideri e troverai quello che il tuo cuore desidera. Che sai tu se il tuo desiderio è secondo Dio?

– Anche se per gli uomini di buona volontà la via é facile e leggera, chi cammina progredirà poco e con fatica, se non avrà gambe buone, coraggio e insistenza tenace in essa.

– L’albero coltivato e custodito con cura dal suo padrone dà i suoi frutti al tempo sperato.

– Anche se rimani fra l’amarezza, non cercare di compiere la tua volontà poiché, compiendola, ti sentirai doppiamente amareggiato.

– Piace di più a Dio quell’anima la quale con aridità e travaglio si sottomette a quanto è ragionevole che quella la quale, mancando in ciò, compie tutte le sue azioni in mezzo alle consolazioni.

– Non ti mostrare alle creature, se nella tua anima desideri conservare chiara e semplice la faccia di Dio. Piuttosto vuota e distacca del tutto il tuo spirito da quelle e camminerai sotto la divina luce, poiché Dio non è simile ad esse.

– A Dio piace di più un’azione, per quanto piccola, fatta di nascosto e senza il desiderio che sia conosciuta, che mille altre compiute con il desiderio che siano vedute dagli uomini. Infatti a colui che agisce per Dio con purissimo amore, non solo non importa di essere veduto dagli uomini, ma non agisce neppure per essere veduto da Dio; anzi se questi non dovesse saperlo, l’anima non cesserebbe di rendere a Lui gli stessi servizi con la stessa allegrezza e con la stessa purezza di amore.

– Un’azione fatta interamente e puramente per Dio, con un cuore puro, crea tutto un regno per chi la fa.

– La mosca che si posa sul miele, rende impossibile il suo volo, l’anima, che non vuoI rinunciare al sapore dello spirito, impedisce la sua libertà e la sua contemplazione.

– Un passero che si è posato sul vischio, si affatica doppiamente e nel distaccarsene e nel pulirsi. Soffre del pari in due maniere chi soddisfa il suo appetito: nel distaccarsene e, una volta libero, nel purificarsi di quanto di esso gli è rimasto attaccato.

– Non far cosa, né dir parola importante, tale che Cristo non farebbe e non direbbe, se si trovasse nello stato in cui sei tu, e avesse l’età e la salute che tu hai.

– Non chiedere altro che la croce, e precisamente senza consolazione, perché questo è perfetto.

– Signore, mio Dio, non ti allontani da chi non si allontana da te: come possono dire che tu sei un assente?

– Tu non troverai quello che desideri o maggiormente brami, né per questa tua strada né per quella dell’alta contemplazione, ma in una grande umiltà e sottomissione di cuore.

– Procura di non ingerirti nelle cose altrui e non permettere che passino neppure per la tua memoria, perché forse non potrai condurre a compimento la tua opera.

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