Papa Giovanni Paolo II: frasi celebri, aforismi non abbiate paura

Aforismi, citazioni, poesie e frasi famose con cui il Papa Giovanni Paolo II invitava a non avere paura e a spalancare le porte all’amore di Cristo, pensieri di papa Wojtyla ai giovani, parole su matrimonio, famiglia, matrimonio, battesimo e prima comunione.

papa giovanni paolo ii frasi celebri
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Frasi di Papa Giovanni Paolo II

– Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!

– La libertà è un bene grande, perché solo con essa l’uomo può realizzarsi in maniera rispondente alla sua natura. La libertà è luce: permette di scegliere responsabilmente le proprie mete e la via per raggiungerle. Nel nucleo più intimo della libertà umana è il diritto alla libertà religiosa, perché questa è relativa al rapporto più essenziale dell’uomo: quello con Dio.

– Nelle nostre società investite dal fenomeno globale della migrazione è necessario cercare un giusto equilibrio tra il rispetto dell’identità propria e il riconoscimento di quella altrui. E’ infatti necessario riconoscere la legittima pluralità delle culture presenti in un Paese, compatibilmente con la tutela dell’ordine da cui dipendono la pace sociale e la libertà dei cittadini.

– Ci si va sempre più convincendo che occorre combattere il male della guerra alla radice, perché la pace non è unicamente assenza di conflitti, ma un processo dinamico e partecipativo a lungo termine, che coinvolge ogni fascia della società, dalla famiglia alla scuola, alle varie Istituzioni e Organismi nazionali
ed internazionali. Insieme si può e si deve costruire una cultura di pace, atta a prevenire il ricorso alle armi e ogni forma di violenza.

– Carissimi fratelli e figli, l’infanzia non è un periodo qualsiasi della vita umana, dal quale ci si possa isolare artificialmente: come un figlio è carne della carne dei suoi genitori, così l’insieme dei fanciulli è parte viva della società. E’ per questo che nell’infanzia è in gioco la sorte stessa di tutta la vita, della «sua» e della «nostra», cioè della vita di tutti. Serviremo, quindi, la fanciullezza valorizzando la vita e scegliendo «per» la vita a ogni livello e l’aiuteremo presentando agli occhi e al cuore tanto delicati e sensibili dei piccoli ciò che nella vita c’è di più nobile ed alto.

– Giovani, siate dei costruttori di pace! Voi siete operatori a pieno titolo in questa grande opera comune. Resistete alle comodità che addormentano nella triste mediocrità e alle violenze sterili con cui talvolta certi adulti, che non sono in pace con se stessi, vogliono strumentalizzarvi. Seguite le strade sulle quali vi spinge il vostro senso della gratuità, della gioia di vivere, della compartecipazione.

– La pace è un bene da promuovere con il bene: essa è un bene per le persone, per le famiglie, per le Nazioni della terra e per l’intera umanità; è però un bene da custodire e coltivare mediante scelte e opere di bene. Si comprende allora la profonda verità di un’altra massima di Paolo: “Non rendete a nessuno male per male” (Rm 12, 17). L’unico modo per uscire dal circolo vizioso del male per il male è quello di accogliere la parola dell’Apostolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12, 21).

– Il male non è una forza anonima che opera nel mondo in virtù di meccanismi deterministici e impersonali. Il male passa attraverso la libertà umana. Proprio questa facoltà, che distingue l’uomo dagli altri viventi sulla terra, sta al centro del dramma del male e ad esso costantemente si accompagna. Il male ha sempre un volto e un nome: il volto e il nome di uomini e di donne che liberamente lo scelgono.

– Vorrei poter incontrare ciascuno di voi, in ogni luogo della terra, per benedirvi nel nome del Signore Gesù, che passò “facendo del bene e sanando” gli infermi (At 10, 38). Vorrei poter stare accanto a voi per consolare le pene, sostenere il coraggio, alimentare la speranza, così che ciascuno sappia fare di sé un dono d’amore a Cristo per il bene della Chiesa e del mondo.

– Generare un figlio, per l’uomo, è soprattutto un “riceverlo da Dio”: si tratta di accogliere in dono da Dio la creatura che si genera. Per questo i figli appartengono prima a Dio che ai loro stessi genitori: e questa è verità ricca di implicazioni sia per gli uni che per gli altri.

– Ecco, cari amici, dove risiede la vera esigenza della cultura cristiana. Questa meravigliosa creazione dell’uomo non può che derivare dalla contemplazione del mistero di Cristo e dall’ascolto della sua parola, messa in pratica con una totale sincerità e un impegno senza riserve, seguendo l’esempio della Vergine Maria. La fede libera il pensiero e apre nuovi orizzonti al linguaggio dell’arte poetica e letteraria, alla filosofia, alla teologia, così come ad altre forme di creatività proprie del genio umano.

– L’uomo vive, lavora, crea, soffre, combatte, ama, odia, dubita, cade e si rialza in comunione con gli altri. Mi rivolgo perciò a tutte le varie comunità. Ai Popoli, alle Nazioni, ai Regimi, ai Sistemi politici, economici, sociali e culturali, e dico: – Accettate la grande verità sull’uomo.

– Accettate la piena verità sull’uomo pronunziata nella notte di Natale.

– Accettate questa dimensione dell’uomo, che si è aperta a tutti gli uomini in questa Santa Notte!

– Accettate il mistero, nel quale vive ogni uomo da quando è nato Cristo.

– Rispettate questo mistero! – Permettete a questo mistero di agire in ogni uomo!

– Permettetegli di svilupparsi nelle condizioni esteriori del suo essere terreno.

– La costruzione di una civiltà dell’amore richiede tempre forti e perseveranti, disposte al sacrificio e desiderose di aprire nuove strade alla convivenza sociale, superando divisioni e opposti materialismi.

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