Via degli Abruzzi: storia dell’itinerario tra Firenze e Napoli

La Via degli Abruzzi è stata per lungo tempo l’asse principale di comunicazione fra Firenze e Napoli, uno storico percorso che attraversa l’Appennino centrale abruzzese.

Via degli Abruzzi

Storia via degli abruzzi

Gran parte della storia d’Italia si snoda lungo la via degli Abruzzi,  poiché  in passato questo asse viario fu al centro di numerosi scambi culturali e commerciali, operazioni militari, missioni diplomatiche e religiose,  che contribuirono ad animare la vita dei borghi e delle città  coinvolte, facendole divenire punti strategici di straordinaria importanza.

Questo itinerario, nel corso dei secoli, ha visto passare numerosi mercanti fiorentini, re angioini e aragonesi, oltre a gruppi di artigiani  che dal nord  si recavano al sud in cerca di lavoro; anche l’esercito sabaudo seguì questo percorso stradale quando doveva ricongiungersi con Garibaldi presso Teano.

Percorso molto interessante, che svela un’Italia ricca di tradizioni e di storia: la Via degli Abruzzi nacque per unire la Sabina al Sannio, passando attraverso la regione degli altipiani e mettendo in comunicazione gli Etruschi del Nord con i Greco-Etruschi della Campania.

Percorrendo la via degli Abruzzi si incontrano città racchiuse tra le montagne con un ricco patrimonio culturale, tra queste meritano di essere ricordate Cittaducale, Sulmona, Castel di Sangro, L’Aquila, Popoli e Isernia.

In seguito, sotto la dominazione di Roma, venne realizzata la via Tiburtina Valeria Claudia, che diminuì in parte l’importanza della Via degli Abruzzi.

Dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, la via degli abruzzi riconquistò una grande importanza dovuta a un nuovo aumento dei traffici commerciali e militari,  oltre ad una rinnovata importanza logistica che nell’età angioina si accrebbe ulteriormente.