Isole Pontine: isola di Ponza
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Isole Pontine: quali sono, cosa vedere, escursioni

Quali sono le isole Pontine, cosa vedere, storia, caratteristiche fisiche del territorio, spiagge più belle da non perdere e migliori escursioni da fare.



Turismo Isole Pontine

Arcipelago del Mar Tirreno, a sud del Circeo, le isole Pontine, o Ponziane, sono suddivise nel gruppo di nord ovest, Ponza, Gavi, Zannone, Palmarola, e nel gruppo di sud est, Ventotene e Santo Stefano.

Dal punto di vista amministrativo dipendono della provincia di Latina, nel Lazio.

Fanno parte del comune di Ponza le isole di Ponza, Palmarola, Zannone e Gavi.

Appartengono invece al comune di Ventotene l’isola omonima e l’isolotto di Santo Stefano.

Ponza è la più grande delle isole Ponziane, dette anche isole Pontine, si trova nel Mar Tirreno, nel golfo di Gaeta.

Fa parte della provincia di Latina, nel Lazio.

L’isola di origine vulcanica è prevalentemente montuosa, raggiunge la sua massima altitudine a sud con il monte Guardia, 280 m. s.l.m.

Le coste sono in maggior parte alte, molto ripide e frastagliate, un susseguirsi di cale ed insenature, grotte sottomarine e scogli, che rendono molto interessanti le immersioni subacquee.

Sono famosi i faraglioni e la scogliera di Lucia Rosa, che prendono il nome da un fatto accaduto realmente alla fine del 1800.

Una ragazza di nome Lucia Rosa si gettò dall’alto della scogliera perchè ostacolata dalla famiglia nel suo desiderio di sposare un ragazzo del posto.

Attraverso un sentiero percorribile a piedi, è possibile raggiungere la bella spiaggia di Cala Feola, con le sue Piscine Naturali, due profonde insenature chiuse, accessibili dal mare attraverso un passaggio molto stretto.

Un’altra caletta molto suggestiva è Cala Fonte, raggiungibile facilmente via terra, protetta da un promontorio roccioso dove i pescatori scavarono delle vasche, utilizzate per mantenere in vita il pescato e per depositarci le barche e gli attrezzi per la pesca.

Lungo la costa orientale si trova la Cala Inferno, un parete erosa dal mare, dal vento e dai movimenti tellurici, dove ci sono i resti di un’ardua scalinata che scendeva dall’abitato delle Forna fino al mare, alla base sono ancora visibili gli ingressi dei cunicoli dell’acquedotto romano che attraversava l’isola e continuava fino a S.Maria.

Spiaggia molto rinomata è Chiaia di Luna, una striscia di sabbia protetta alle spalle da una falesia di roccia, purtroppo la spiaggia molto spesso viene chiusa al pubblico per instabilità della roccia.

L’isola fu abitata fin dall’Età del Bronzo antico e del Neolitico.

I Fenici furono i primi a creare uno scalo merci, i greci iniziarono la costruzione dei primi acquedotti, successivamente completati dai romani.

L’isola fu conquistata dai Volsci, un antico popolo italico, risalgono a loro le mura poligonali della collina della Madonna.

Durante il periodo romano, l’isola inizialmente ebbe una vocazione militare, in seguito divenne un dorato confino per personaggi illustri dell’epoca, furono costruite ville e straordinarie opere idrauliche.

Con l’avvento del cristianesimo e la persecuzione dei cristiani, l’isola divenne un luogo di esilio e relegazione forzata per alcuni di essi.

Alla caduta dell’Impero Romano seguirono le invazioni dei Barbari e le scorrerie dei Saraceni.

L’isola ospitò insediamenti monastici Benedettini e Cistercensi, fu un importante centro religioso e si alternarono periodi di tranquilità e di rinascita a periodi in cui prevalsero gli attacchi incontrastati dei pirati.

Nel 1454 Alfonso d’Aragona cacciò i monaci dall’isola.

Nel 1477 il Papa Sisto IV concesse le isole Pontine in enfiteusi a tre nobili napoletani, i quali cedettero i lori diritti nel 1484.

Nel 1542 l’isola fu concessa in feudo a Pier Luigi Farnese, con il compito di difenderla dagli attacchi dei pirati, che continuavano a provocare stragi e distruzione sull’isola.

Nel 1734 Elisabetta Farnese cedette le isole Ponziane al figlio Carlo III di Borbone, re di Napoli, il quale rese le isole beni privati della corona.

Fu avviata una politica per il ripopolamento e la difesa dell’isola.

Nel 1768, con il re Ferdinando IV di Napoli, furono avviate importanti opere pubbliche al fine anche di affermare la sovranità del re di Napoli contro le pretese dello Stato Pontificio.

Nel 1813 l’isola fu occupata dagli inglesi, fino al 1815 quando il trattato di Vienna restituì le isole ai Borbone, infine nel 1861 le isole furono annesse al Regno d’Italia.

Nel periodo fascista l’isola divento’ luogo di confine per persone avverse al regime che era al potere.

A circa 12 km. ad ovest di Ponza si trova Palmarola, un isolotto di rocce vulcaniche circondato da acque trasparenti e profonde.

L’isola, riserva naturale, è un luogo incantevole abitato da poche persone solo nel periodo estivo.

Sopra uno scoglio si trova la cappellina dedicata al Santo Patrono del comune di Ponza, San Silverio.

Papa Silverio, esiliato Palmarola dove morì, il 20 giugno di ogni anno viene festeggiato.

L’isolotto di Zannone, il più settentrionale dell’arcipelago Pontino, è disabitato e fa parte del Parco Nazionale del Circeo.

Zannone si differenza dalle altre isole dell’arcipelago in quanto è formato non solo da rocce vulcaniche ma anche da rocce calcaree, inoltre è ricoperto da rigogliosi boschi di lecci e dalla tipica macchia mediterranea, che ne fanno una sosta ideale per la selvaggina di passaggio e per la fauna in genere.

Il punto più alto di Zannone è costituito dalla cima del Monte Pellegrino, con i suoi 194 metri di altitudine.

A 125 metri di altezza si trovano i suggestivi resti di un Monastero Benedettino con annesso un piccolo museo e la Casa di Custodia.

Vicino all’isola di Ponza, separato da un canale di circa 120 metri, si trova l’isolotto di Gavi, quasi interamente disabitato, con una sola casa, il punto più alto corrisponde a 101 metri di altitudine.

Di origine vulcanica, Gavi presenta una costa rocciosa e frastagliata, senza spiagge, in passato vi veniva estratto il caolino, nell’antica cava situata sulla costa nord.

Ventotene e Santo Stefano sono isole di origine vulcanica, divise da un braccio di mare largo circa un chilometro e mezzo.

L’isola di Ventotene è in larga parte formata da roccia tufacea, mentre sull’isolotto di Santo Stefano prevalgono formazioni rocciose di basalto.

Le isole sono relativamente brulle, con una copertura in prevalenza bassa, formata dalla tipica macchia mediterranea.

Il paesaggio sottomarino è molto ricco, grazie anche a cunicoli e cavità che si aprono nelle pareti rocciose.

Queste isole fanno parte di un’Area Naturale Marina Protetta, Ventotene è l’isola minore, fra quelle abitate dell’arcipelago ponziano.

Alcuni reperti trovati sull’isola testimoniano la presenza di un insediamento umano risalente all’eta’ del Bronzo.

In epoca romana Ventotene divenne un luogo di confino molto accogliente per alcune esponenti “scomode” della famiglia imperiale.

Giulia, figlia di Augusto, Agrippina Maggiore, Ottavia, Flavia Domitilla, furono esiliate a Ventotene.

Sull’intero promontorio di Punta Eolo si trovano i resti della grande villa imperiale, chiamata Villa Giulia dal nome dalla prima abitante.

La parte centrale della villa si affacciava sul mare, mentre un versante guardava il porto.

Il porto romano, interamente intagliato nel tufo è una straordinaria opera di ingegneria marittima, come lo è la pescheria che si trova all’imboccatura del porto, un sistema molto ingegnoso che permetteva di catturare i pesci attirati dall’acqua dolce che veniva convogliata in una vasca insieme all’acqua del mare.

Per mancanza di acqua dolce fu costruito, sempre in epoca romana, un sistema di cinque cisterne per la raccolta di acqua piovana, funzionanti per gravità, dalle due cisterne maggiori, l’acqua scendeva alle tre minori poste più in basso.

Un altro periodo di crescita e di rinnovamento per Ventotene fu quello Borbonico.

Di questo periodo si possono ammirare gli edifici di architettura settecentesca che incontriamo passeggiando per il paese, il castello, la Chiesa di Santa Candida, patrona dell’isola, e il penitenziario, che si trova sull’isolotto di Santo Stefano, chiuso dal 1965 e famoso per avere ospitato personaggi illustri, tra cui Sandro Pertini.

Nel penitenziario, valorizzato a fini turistici e culturali, vengono effettuate delle visite guidate.