Frasi di Golda Meir

Citazioni, aforismi e frasi di Golda Meir, politica israeliana vissuta tra il 1898 e il 1978, quarto Primo Ministro di Israele e prima donna a governare la sua Nazione in periodi complessi da gestire.

Citazioni di Golda Meir

– Non prosperiamo sugli atti militari. Li facciamo perché dobbiamo, e grazie a Dio siamo efficienti. (Golda Meir)

– Io, quando so di poter cambiare le cose, divento attiva come un ciclone. E, quasi sempre, riesco a cambiarle. Ma, quando so di non poterci far nulla, mi rassegno. (Golda Meir)

– Soprattutto, questo paese è nostro. Nessuno deve alzarsi la mattina e preoccuparsi di cosa pensano di lui i suoi vicini. Essere ebreo non è un problema qui. (Golda Meir)

– Non fare l’umile. Non sei poi così grande. (Golda Meir)

– Noi odiamo la guerra. Non ci rallegriamo delle vittorie. Ci rallegriamo quando viene coltivato un nuovo tipo di cotone e quando le fragole fioriscono in Israele. (Golda Meir)

– La storia pubblica dell’arte moderna è la storia della gente comune che non sa di cosa stia parlando. (Golda Meir)

– Preferisco rimanere in vita ed essere criticato piuttosto che suscitare simpatia. (Golda Meir)

– La questione della liberazione della donna è una grossa sciocchezza. Sono invece gli uomini ad essere discriminati. Non possono partorire i bambini. E nessuno cerca di fare qualcosa in proposito. (Golda Meir)

– Alla pace con gli arabi si potrebbe arrivare solo attraverso una loro evoluzione che includesse la democrazia. Ma ovunque giro gli occhi e li guardo, non vedo ombra di democrazia. Vedo solo regimi dittatoriali. E un dittatore non deve rendere conto al suo popolo di una pace che non fa. Non deve rendere conto neppure dei morti. Chi ha mai saputo quanti soldati egiziani son morti nelle due ultime guerre? Solo le madri, le sorelle, le mogli, i parenti che non li hanno visti tornare. I capi non si preoccupano neanche di sapere dove sono sepolti, se sono sepolti.

– Per ogni civiltà arriva il giorno in cui è necessario scendere a compromessi con i propri valori.

– Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?

– La vecchiaia è come un aereo che punta in una tempesta. Una volta che sei a bordo non puoi più fare niente.

Aforismi di Golda Meir

– Il terrorismo è divenuto una specie di internazionale malvagia: una malattia che colpisce persone le quali non hanno nulla a che fare coi profughi palestinesi.

– Chi non sa piangere senza ritegno, non sa nemmeno ridere.

– Mia cara, la vecchiaia è come un aereo che vola nella tempesta. Una volta che ci sei dentro, non puoi farci più nulla. Non si ferma un aereo, non si ferma una tempesta, non si ferma il tempo. Quindi tanto vale pigliarsela calma, in saggezza.

– Essere o non essere non è una questione da compromesso. O sei oppure non sei.

– O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.

– Quando conosco qualcuno, io penso sempre che si tratti di una persona perbene e continuo a pensarlo finché non ho la prova contraria. Se ho la prova contraria, poi, non dico che quella persona è cattiva. Dico: è stata cattiva con me.

– Essere o non essere non è una questione da compromesso. O sei oppure non sei.

– Se le donne siano meglio degli uomini non posso dirlo, ma posso dire che di certo non sono peggiori.

– Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.

– Al lavoro, pensi ai bambini che hai lasciato a casa. A casa, pensi al lavoro che hai lasciato incompleto. Una tale lotta si scatena dentro di te. Il tuo cuore è lacerato.

– Per noi ebrei, i rapporti con la Germania sono un tale conflitto tra la testa e il cuore.

– Posso dire onestamente che non mi ha mai interessato la questione del successo come un’impresa. Se io sentivo che era la cosa giusta da fare, ero dalla sua parte indipendentemente dal possibile esito.

Frasi di Golda Meir

– A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d’Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada.

– Lasciatemi dire una cosa che ho contro Mosè. Ci ha portato per quarant’anni in giro per il deserto per condurci all’unico posto nel Medio Oriente che non ha petrolio.

– Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano.

– O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.

– Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.

– Non essere bella è stata una vera benedizione. Non essere bella mi ha costretto a sviluppare le mie risorse interne. La ragazza carina ha un handicap da superare.

– Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.

– La pace arriverà quando gli arabi ameranno più i loro bambini di quanto odino noi.

– In ogni capitale europea esistono uffici di cosiddetti movimenti di liberazione e voi sapete benissimo che non si tratta di uffici innocui. Però non fate nulla contro di loro. Ve ne pentirete. Grazie alla vostra inerzia e alla vostra condiscendenza, il terrore si moltiplicherà e anche voi ne farete le spese.

– Non siate modesti, non siete abbastanza grandi per esserlo.

– A me ha sempre fatto pena la gente che ha paura dei sentimenti, delle emozioni, e nasconde quello che prova e non sa piangere con tutto il cuore. Perché chi non sa piangere con tutto il cuore non sa nemmeno ridere a gola spiegata.

– Non c’è differenza tra uccidere personalmente e prendere decisioni che invieranno altri ad uccidere. È esattamente la stessa cosa.

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