Storia della musica in compact disc

Volendo raccontare la storia della musica in compact disc, si deve innanzitutto partire dalla definizione tecnica e dalla sua origine, risalente agli anni ottanta, che ha segnato un’autentica rivoluzione nel mondo della riproduzione musicale.

Definizione di compact disc

Si dice digitale una qualsiasi composizione musicale convertita in segnale digitale mediante l’utilizzo di mezzi elettronici più o meno sofisticati.

Per effettuare una registrazione digitale si parte, nella maggioranza dei casi, da un microfono che raccoglie e trasforma la musica e le voci in un segnale di tipo elettrico che viene inviato ad un dispositivo in grado di trasformare questo segnale audio analogico in un segnale di tipo audio digitale operando una conversione normalmente a 16 o 24 bit per rientrare nelle norme internazionali di hi-fi o alta fedeltà del suono stereo.

Il flusso di dati digitali in questo modo ottenuto può essere salvato su un supporto digitale in formato waw se destinato a creare un compact disc o normale CD audio oppure in formato mp3 o altro tipo di compressione nel caso debba essere risparmiato spazio sul supporto usato.

Un compact-disc è materialmente composto di resina ed ha la forma di un disco di 12 centimetri di diametro al cui interno è immerso un sottile foglio metallico che contiene le informazioni digitali salvate destinate alla lettura tramite il raggio laser di un lettore cd.

Il compact disc digital audio fu creato dalle multinazionali dell’elettronica Sony e Philips dall’unione del sistema numerico binario conosciuto in campo informatico con la riproduzione del suono a mezzo di un piccolo raggio laser.

Nascita del compact disc

I primi anni ottanta videro in commercio i primi compact disc musicali.

Su un cd i dati sono ordinati lungo un’unica traccia che ha semplicisticamente una forma di spirale e la cui lettura parte dal centro contrariamente a quanto avviene con i dischi in vinile.

La velocità di rotazione di un lettore audio di compact disc è variabile in quanto i dati devono essere letti a velocità costante sia quando la lente del laser si trova vicino al centro sia quando al contrario è in prossimità della circonferenza più esterna.

Al momento del debutto furono dichiarati i molti vantaggi del compact disc rispetto al vecchio disco in vinile arrivando addirittura a dire che esso era in grado di funzionare egregiamente anche se molto sporco o addirittura con la superficie graffiata o forata.

Niente di più falso, la pratica ha poi dimostrato che anche i cd vanno mantenuti puliti e conservati con cura pena il mancato funzionamento.

Infatti gli apparecchi per leggere i cd sono normalmente dotati di un correttore di errore che interviene per compensare gli eventuali errori di lettura ricostruendo per interpolazione i dati mancanti ma questo può avvenire solo entro certi limiti oltre i quali il disco non funziona.

Inoltre ogni volta che il correttore di errore interviene si viene a peggiorare la qualità finale della riproduzione musicale.

Da qui l’importanza di mantenere i cd della vostra collezione di musica perfettamente puliti per fare in modo che il correttore di errore non debba mai intervenire.

Per chi è appassionato di impianti hi-fi si consiglia di prestare la massima attenzione alle scelta del lettore cd preferendo quelli dotati di buona meccanica di lettura per la massima qualità sonora ricavabile da ogni cd di musica riprodotto.

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