Sassari: cosa vedere, Museo archeologico

Cosa vedere a Sassari, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Cattedrale di San Nicola, Giardini pubblici e Museo archeologico.

Palazzo della provincia in piazza d'Italia - Sassari

Turismo Sassari

Situata nella Sardegna settentrionale, tra le alture della Nurra, del Logudoro e dell’Angiona, Sassari è un’importante centro agricolo, commerciale e industriale.

I primi insediamenti umani della zona risalgono a epoca preistorica, in seguito la città venne conquistata dai Romani insieme a Turris Libyssonis, corrispondente all’attuale Porto Torres.

Il centro storico conobbe un notevole sviluppo nel corso del tredicesimo secolo, fino a divenire la capitale del giudicato di Torres.

Dapprima oggetto di discordia tra Genova e Pisa, nel 1323 Sassari cadde sotto il dominio aragonese, in seguito, dopo l’occupazione dei francesi, nel 1527 venne acquisita dagli Spagnoli.

Al pochi anni di dominio austriaco, realizzatosi nel primo ventennio del 1700, seguì il Regno dei Savoia, tra il 1720 e il 1861, ovvero fino alla proclamazione dell’Unità d’Italia.

E’ consigliabile iniziare il percorso di visita partendo dalla Cattedrale di San Nicola, situata nell’omonima piazza, la cui costruzione è il risultato di lavori compiuti in epoche diverse, comprese tra il duecento e il settecento.

Sull’altare maggiore dell’interno a navata unica si trova la Madonna del Bosco o del Popolo, opera trecentesca di scuola senese, mentre nella Sala del Capitolo sono ospitate alcune opere tra cui la Madonna dell’Umiltà di Van Loo e la Fuga in Egitto di Turchi, ispirata quest’ultima al Caravaggio.

In piazza del Comune è possibile ammirare l’esterno del Palazzo comunale, risalente a epoca compresa tra la fine del settecento e i primi dell’ottocento.

Proseguendo il cammino a piedi si arriva in Corso Margherita di Savoia e Viale Mancini, strade che delimitano i giardini pubblici.

Su Corso Margherita si affaccia la facciata dell’Università, mentre su Viale Mancini si trova l’edificio utilizzato come sede della mostra dell’artigianato sardo.

Da Corso Angioj si raggiunge, nella piazza omonima, la chiesa cinquecentesca di Sant’Agostino, caratterizzata da strutture gotiche interne.

Tornando indietro, passando per viale Coppino, si incontra la Chiesa di Santa Maria di Bethlem del 1200 dove, nell’interno a navata unica, sono conservati una Madonna con Bambino del 1300, realizzata in legno e posta alla sinistra dell’altar maggiore, una Pietà in terracotta in stile catalano, nella cappella posta a fianco della facciata, e la Fonte Brigliadore del quattordicesimo secolo, ornata da raffigurazione bronzee di mostri.

Uscendo e percorrendo Corso Vico, si passa davanti alla Chiesa barocca di Sant’Antonio Abate, di origine settecentesca e situata nella piazza omonima.

In Via Col di Lana si trova la Fonte Rosello, opera di autore genovese del 1606 in stile tardorinascimentale.

Attraverso Viale Umberto I si raggiunge Piazza d’Italia dove è situato il neoclassico Palazzo della Provincia, proseguendo si arriva al museo archeologico etnografico Sanna che vanta una ricchissima sezione archeologica, comprendente oggetti che risalgono all’età del rame e del bronzo.

Nella pinacoteca è possibile ammirare opere di artisti sardi, italiani e stranieri, tra cui risaltano il Trittico dei Santi Nicola, Lorenzo e Antonio Abate, una Madonna col Bambino di Vivarini, e un ritratto di donna del cinquecento.

Nella sezione etnografica sono compresi costumi dell’isola, telai, tappeti, suppellettili e registrazioni audio di musiche e cori tipici sardi.