Triora: cosa vedere nel paese delle streghe

Cosa vedere a Triora, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Chiesa di San Bernardino, Chiesa della Collegiata e museo etnografico e della stregoneria.

Triora (Liguria)

Turismo Triora

Paesino dell’entroterra della Liguria, Triora è compresa nella provincia di Imperia e situata all’interno della Valle Argentina, a un’altitudine di 780 metri, che rende il clima di tipo montano, caratterizzato da ampie escursioni termiche giornaliere.

Si distingue per le caratteristiche case a strapiombo sul pendio e per avere avuto una strategica posizione difensiva nel passato.

Triora è famosa anche per essere il paese delle streghe, con i tanti riferimenti in paese che ricordano questo aspetto particolare, a partire dal Museo Etnografico e della Stregoneria, dove sono custodite importanti testimonianze del passato.

Nella storia della cittadina rientra il processo alle 30 donne accusate di stregoneria nel 1587, un’epoca in cui si tendeva ad attribuire la colpa di varie calamità a qualche donna accusata di possedere poteri malefici.

Si pensi che anche oggi è possibile vedere alcuni luoghi dove tradizionalmente si dice che si radunassero le streghe, tra cui le mura del borgo e la fortezza Cabotina.

Tra i luoghi da visitare rientrano la tipica strada del borgo storico, la Chiesa di San Bernardino, risalente al 1400 e dotata di una facciata comprendente un porticato a tre arcate composto da colonne e un interno decorato con alcuni affreschi rinascimentali attribuiti al pittore Giovanni Canavesio, la Chiesa di Sant’Antonio abate, la Chiesa di San Dalmazzo, la Chiesa della Madonna delle Grazie del 1100, la Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria del 1300, la Chiesa di Sant’Agostino del 1614 e la Collegiata dell’Assunta, che per tradizione si dice che sia stata eretta sopra un tempio antecedente di tipo pagano.

Questa chiesa, inizialmente in stile romanico gotico a tre navate, fu successvamente trasformata, rendendola a navata unica.

Nel 1837 fu ritoccata pesantemente la facciata, rivestendola di lastroni di pietra nera locale.

Dell’antico aspetto resta il portale con arco a ogiva, realizzato con blocchi di ardesia e inserti di marmo bianco.

Al suo interno, nel battistero, è custodito un bel quadro a fondo oro del pittore Taddeo di Bartolo, raffigurante Gesù Cristo e San Giovanni Battista nel rito del Battesimo sulle rive del Giordano, risalente al 1397.