Zenit: cosa vuol dire, definizione e significato opposti a nadir

Cosa significa Zenit, da cosa deriva questo termine utilizzato soprattutto in ambito spaziale e astronomico, quale definizione e differenza rispetto a nadir come poli delimitanti l’orizzonte.

definizione di zenit
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Significato di zenit

Quando si effettuano delle osservazioni astronomiche riguardanti il cielo, si chiama zenit il punto corrispondente all’intersezione tra la linea perpendicolare al piano dell’orizzonte passante per il punto di osservazione con la superficie visibile dell’emisfero celeste.

Per farla breve, lo zenit non è altro che il punto immaginario situato perfettamente sopra la testa di colui che sta realizzando questo tipo di osservazione scientifica.

In posizione diametralmente opposto allo zenit si trova il nadir, da questa particolarità deriva il fatto che Zenit e Nadir vengono definiti i poli dell’orizzonte.

Per fare un esempio pratico basti pensare al fenomeno del sole posto esattamente allo zenit, un evento osservabile esclusivamente a mezzogiorno presso l’equatore nel corso degli equinozi oppure ai tropici in corrispondenza dei solstizi.

Per semplificare si può immaginare una linea retta che, iniziando dal centro della testa dell’osservatore, si allunga verso il cielo con un’angolazione di novanta gradi, fino a toccarlo virtualmente in un punto virtuale chiamato appunto Zenit.

Quando un astro raggiunge una altezza pari a 90° rispetto al punto di osservazione si dice che è allo Zenit, ovvero situato sopra l’osservatore, il quale, per osservarlo, dovrà stare perfettamente dritto con la testa piegata all’indietro il più possile, o in alternativa sdraiato.

Tale osservazione può essere messa in pratica solamente in un certo giorno con orario ben preciso, quando la declinazione di un astro corrisponde allo stesso valore e cardine della latitudine a cui è posto chi osserva.