Santa Teresa di Gallura: cosa vedere

Cosa vedere a Santa Teresa di Gallura, dove si trova, cosa visitare tra spiagge e scogliere, escursioni da fare nell’Arcipelago della Maddalena.

Turismo Santa Teresa di Gallura

Santa Teresa di Gallura è una cittadina situata su un promontorio della costa settentrionale della Sardegna, di fronte alla Corsica affacciata sullo stretto delle Bocche di Bonifacio.

La scogliera granitica e frastagliata forma due insenature intorno alle quali sorge il centro abitato, circondato dalla tipica macchia mediterranea.

L’incantevole spiaggia di Rena Bianca racchiusa in una delle due insenature, caratterizzata da sabbia bianca molto fine e bagnata da un mare azzurro e limpido, dal 1987 riceve il riconoscimento internazionale di “Bandiera Blu”.

La cittadina ha un porto turistico capiente ed attrezzato dal quale si possono raggiungere facilmente le isole dell’Arcipelago della Maddalena, le Isole Corse e la Costa Smeralda.

Lungo la costa si trovano le belle spiagge di Santa Reparata, Cala Sanbuco, Cala Spinosa, Capo Testa, Cala Grande-Valle della Luna, Conca Verde, La Marmorata, Porto Liscia-Sciumara, Valle dell’Erica, Porto Pozzo, Lu Poltiddolu, La Liccia e Porto Quadro.

In origine la località era conosciuta con il nome di Longosardo, fu chiamata Santa Teresa di Gallura da Vittorio Emanuele I di Savoia, il quale fondò la cittadina, ne disegnò la pianta e scelse il nome in onore della santa patrona di sua moglie, la regina Maria Teresa d’Asburgo-Este.

Il primo insediamento nella zona risale al periodo nuragico.

Fu un porto di rilievo durante il dominio romano, in quanto vi veniva imbarcato il pregiato granito qui estratto, usato nell’antica Roma per la costruzione di monumenti e ville nobiliari.

Fu un avamposto strategico fondato dai Pisani nel periodo delle Repubbliche Marinare, poichè Genova, rivale di Pisa, dominava la vicinissima Corsica. Nel Duomo e nel Battistero di Pisa si trova granito proveniente dalle cave di Longosardo.

Nel tredicesimo e quattordicesimo secolo il porto crebbe notevolmente d’importanza, poi passò sotto i giudici di Arborea, i quali fecero costruire un castello che fu distrutto dai genovesi nel 1420 e di cui oggi rimangono pochi resti.

In seguito a questo fatto la zona subì uno spopolamento e divenne rifugio per banditi e contrabbandieri, tanto da convincere il re di Spagna Filippo II a fare costruire, all’inizio del sedicesimo secolo, una torre militare per contrastare la situazione, si tratta della torre circolare merlata, tuttora esistente, nota come Torre di Longosardo.

Pertanto la zona fu abitata a lungo solo da soldati, prima spagnoli e poi piemontesi, fino alla decisione della nuova costruzione della cittadina ed il suo conseguente ripopolamento.