Santa Maria di Castellabate: cosa vedere, migliori spiagge, Torre Perrotti, Palazzo Belmonte

Cosa vedere a Santa Maria di Castellabate, quali sono le spiagge più belle, itinerario comprendente i principali luoghi d’interesse, tra cui la Torre Pagliarola, la Torre Perrotti, il Palazzo Belmonte, la Villa Matarazzo, il Santuario di Santa Maria a Mare, il lungomare e il porto delle gatte.

Torre Perrotti, Santa Maria di Castellabbate
Torre Perrotti, Santa Maria di Castellabbate

Turismo Santa Maria di Castellabate

Maggiore frazione del comune di Castellabate in provincia di Salerno, Santa Maria di Castellabate si trova all’interno del Parco Nazionale del Cilento ed è sede dell’omonima area marina protetta.

Il centro abitato, sviluppato tra Piazza Matarazzo e Piazza Lucia, si estende prevalentemente lungo la costa, dove si trovano la spiaggia del Pozzillo, la spiaggia di Marina Piccola e la spiaggia di Punta dell’Inferno, che sono le migliori spiagge della zona.

Lungo il litorale si possono notare alcune torri di avvistamento, tra cui la Torre della Pagliarola, soprannominata Torre Perrotti in quanto appartenente al Palazzo baronale omonimo.

Tra gli altri palazzi signorili situati nella zona, rientrano il Palazzo Belmonte e la villa Matarazzo, sede del Parco del Cilento e del Museo del Mare.

Nei pressi della spiaggia di Marina piccola è situato il Santuario di Santa Maria a Mare, risalente al 1836 e costruito su una cappella precedente, che ha un interno a tre navate e un interessante campanile di forma esagonale.

La scelta di dedicare l’edificio religioso a Santa Maria a Mare, trae origine dal sentimento religioso delle molte famiglie provenienti da Maiori, a seguito dell’onda emigratoria del diciottesimo secolo, che erano molto devote alla culto della Madonna praticato nel loro paese natale.

L’ottocentesca villa Matarazzo era adibita a residenza estiva del conte Francesco, emigrato nel 1881 in Brasile presso Sorocaba.

L’edificio residenziale, situato tra corso Matarazzo, piazza Matarazzo e il lungomare, è circondato da molto verde e da vari campi che in passato ospitavano il vigneto della famiglia.

Il porticciolo U Travierso, detto anche Porto delle Gatte, ha una struttura caratteristica risalente all’undicesimo secolo, costituita da una serie di archi all’interno dei quali erano situtati i magazzini adibiti al deposito delle merci.

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