Salmo 79: hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi

Il salmo 79 fu scritto dopo la distruzione di Gerusalemme, l’autore descrive una Palestina devastata rimasta semideserta e devastata da bande rivali. Vengono ricordati i prigionieri resi schiavi presso Babilonia e i popoli limitrofi, inoltre la profanazione del tempio e la stragi umane compiute, con cadaveri lasciati senza sepoltura, in preda a uccelli rapaci e bestie selvatiche. Israle sta attraversando un grande periodo di umiliazione molto dolorosa, il salmista afferma che tutto questo accade in seguito all’offesa a Dio con la tentazione rappresentata dagli idoli.

Lettura salmo 79 bibbia

[1] Salmo. Di Asaf. O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni, hanno profanato il tuo santo tempio, hanno ridotto in macerie Gerusalemme.

[2] Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi in pasto agli uccelli del cielo, la carne dei tuoi fedeli agli animali selvaggi.

[3] Hanno versato il loro sangue come acqua intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva.

[4] Siamo divenuti l’obbrobrio dei nostri vicini, scherno e ludibrio di chi ci sta intorno.

[5] Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre? Arderà come fuoco la tua gelosia?

[6] Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono e sui regni che non invocano il tuo nome,

[7] perché hanno divorato Giacobbe, hanno devastato la sua dimora.

[8] Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua misericordia, poiché siamo troppo infelici.

[9] Aiutaci, Dio, nostra salvezza, per la gloria del tuo nome, salvaci e perdona i nostri peccati per amore del tuo nome.

[10] Perché i popoli dovrebbero dire: “Dov’è il loro Dio?”. Si conosca tra i popoli, sotto i nostri occhi, la vendetta per il sangue dei tuoi servi.

[11] Giunga fino a te il gemito dei prigionieri; con la potenza della tua mano salva i votati alla morte.

[12] Fà ricadere sui nostri vicini sette volte l’affronto con cui ti hanno insultato, Signore.

[13] E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo, ti renderemo grazie per sempre; di età in età proclameremo la tua lode.