Ortona: cosa vedere, Cattedrale di San Tommaso, Museo diocesano, porto turistico

Cosa vedere a Ortona in provincia di Chieti, piccolo comune situato in Abruzzo su un promontorio a picco sul mare e dotato di un importante porto turistico da cui partono i traghetti per raggiungere le vicine isole Tremiti.

Cattedrale San Tommaso, Ortona
Cattedrale San Tommaso, Ortona

Visitare Ortona

Le origini di Ortona sono molto antiche, pare che il suo territorio fosse abitato già a partire dal decimo secolo a.C..

Durante l’epoca romana diventò una cittadina come conseguenza della sua posizione sul mare e delle fiorenti attività legate al suo porto.

All’epoca della dominazione Aragonese venne costruito l’imponente castello situato sullo sperone di roccia a picco sul mare.

Per quanto riguarda la suddivisione urbanistica, Ortona si divide nei due quartieri principali di Terravecchia, dove si trovano gli edifici più antichi, e di Terranuova, dove risaltano invece gli edifici rinascimentali.

Tra i principali luoghi d’interesse turistico rientra la Cattedrale di San Tommaso, risalente al dodicesimo secolo e in seguito ricostruita a seguito della distruzione subita a causa dei bombardamenti avvenuti nel corso della seconda guerra mondiale.

La Cattedrale si presenta oggi con una facciata in stile neoclassico, comprendente il recuperato portale trecentesco, un interno di tipica impronta barocca dove si trova una cripta contenente reliquie.

Annesso al duomo di Ortona si trova il Museo Diocesano, dove sono conservati circa 40 dipinti, oltre a argenterie, resti archeologici e ceramiche.

La Chiesa della Santissima Trinità, che si trova vicino al cimitero, è storicamente legata all’ex convento dei Cappuccini.

L’impianto medievale originario venne trasformato nel XVIII secolo usando forme tipiche del periodo tardo barocco, oggi la chiesa presenta una facciata semplice, nell’interno a navata unica sono conservate alcune opere di valore realizzate da artisti locali.

Nel convento annesso si trova un chiostro con al centro un pozzo.

La Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, situata nella parte moderna di Ortona, vicino a Piazza Repubblica, risale al XIII secolo ma venne modificata nel XVII secolo.

Nonostante sia stata danneggiata dai bombardamenti del 1943, conserva ancora la bella facciata medievale con rosone e portale gotico dotato di arco a sesto acuto.

La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria si trova in via Garibaldi, nel punto dove si apre piazza del Teatro Vittoria.

La chiesa originale del XIII secolo venne ricostruita con forme rinascimentali nel XVI secolo.

L’aspetto odierno presenta due facciate, di cui quella rivolta verso il mare appartiene all’Oratorio dello Spirito Santo, mentre l’altra, che è la principale, mostra uno splendido portico e un bel rosone.

La Chiesa di San Rocco, situata in Piazza Repubblica e risalente probabilmente al XIV secolo, fu completamente modificata nel XVII secolo secondo lo stile napoletano.

Si caratterizza per avere una rivestimento di intonaco giallo e roseo e un campanile di notevole altezza con cuspide a tegole.

La Chiesa del Purgatorio, che si trova in Piazza Municipio, risale all’800 presenta le forme neogotiche di una cappella, con un campanile in mattoni.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie prima del 1943, era annessa alla contrada omonima, situata alle porte di Ortona.

Risalente al XIII secolo, fu modificata nell’epoca barocca e venne seriamente danneggiata nel 1943, quando rimase in piedi solo la torre campanaria.

Venne ricostruita in stile moderno, cercando di rispettare i canoni classici propri dello stile neoclassico ottocentesco.

La chiesa odierna ha la facciata rivestita in mattoni, con alla base il portale inglobato nel porticato.

Il campanile laterale ha l’aspetto di una torre in mattoni rossi e rimane leggermente distaccato dalla chiesa.

L’interno si presenta a navata unica con una mescolanza di elementi medievali, barocchi e neoclassici.

I resti della Basilica Longobarda di San Marco si trovano presso l’altura di Punta dell’Acquabella, nella contrada San Donato.

Questo edificio di culto venne fondato nel IX secolo dai Longobardi bizantini e successivamente danneggiato una prima volta all’epoca dell’invasione Normanna.

Nuovamente danneggiata nel XVI secolo dai Saraceni, la basilica cadde in stato di completo abbandono, a tal punto che oggi restano solo tracce delle mura perimetrali, oltre alle basi delle colonne, che appartenevano alle tre navate, e al pavimento.

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