Montalcino: cosa vedere, Abbazia Sant’Antimo

Cosa vedere a Montalcino, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Fortezza, Piazza del Popolo, Palazzo dei Priori e Abbazia di Sant’Antimo.

Abbazia Sant'Antimo - Montalcino

Turismo Montalcino

Cittadina della Toscana in provincia di Siena, Montalcino è collocata a 567 metri di altitudine sulle colline che dividono la Val d’Orcia dalla Valle dell’Ombrone, in una zona che vanta una prestigiosa produzione vinicola, fra cui il rinomato Brunello di Montalcino.

Alcuni utensili in pietra ritrovati nelle campagne di Montalcino testimoniano che la zona era già abitata in epoca preistorica, mentre l’epoca etrusca e romana è attestata da altri ritrovamenti archeologi presenti sul territorio dove, intorno al decimo secolo, ebbe origine il borgo di Montalcino.

Il documento più antico risale all’814 quando il territorio di Montalcino fu donato dall’imperatore Ludovico il Pio al Monastero di Sant’Antimo, i cui abati governarono il borgo per molto tempo col titolo di conti palatini.

Nel 1260, il libero comune di Montalcino, da sempre alle prese con le mire espansionistiche di Firenze e Siena, a seguito della Battaglia di Montaperti, fu sottomesso a Siena che ne fece un’importante roccaforte.

Dopo la resa di Siena ai Medici, dal 1555 al 1559, Montalcino divenne Repubblica di Siena ritirata in Montalcino, dopodiché passò allo Stato Mediceo e ne seguì le sorti.

Un’imponente Fortezza trecentesca costruita dai senesi, che include parte delle mura e delle torri del secolo precedente, domina il borgo ancora cinto da mura, con sei porte e i resti dei torrioni.

E’ possibile accedere dal cortile interno, agli spalti e alle torri della fortezza, il cui sperone esterno fu aggiunto nel 1559 dai Medici, e ammirare così lo splendido panorama sottostante.

La piazza principale di Montalcino è Piazza del Popolo dove si affaccia il Palazzo comunale, detto anche Palazzo dei Priori, costruito fra la fine duecento e l’inizio del trecento.

L’edificio ha un’architettura di tipo fiorentino, ornato di stemmi, con un’altissima torre medievale e un ampio portico detto il cappellaccio.

Sempre sulla stessa piazza sorgono le antiche logge, note come Il Cappellone, perché nel tredicesimo secolo ne venne costruita la prima parte con funzione di cappella pubblica, poi prolungata nel quattrocento con archi in mattone a tutto sesto.

La Cattedrale dedicata al Santissimo Salvatore si trova nella parte più antica dell’abitato, affacciata sull’omonima piazza.

L’edificio in stile neoclassico, che rappresenta il risultato di una ricostruzione effettuata tra il 1818 e il 1832, sul luogo dove sorgeva una Pieve dell’undicesimo secolo, che era stata elevata a Cattedrale nel 1462 da Papa Pio II e di cui rimangono alcuni frammenti architettonici.

La Chiesa di Sant’Agostino prospiciente la piazza omonima risale al trecento e conserva affreschi raffiguranti episodi della vita del Santo.

Vicino alla Chiesa si trova l’ex-convento degli agostiniani, che ospita l’interessante Museo Civico e Diocesano d’Arte Sacra, comprendente anche una sezione archeologica.

Fra le varie opere che sono custodite nel Museo si distinguono la Bibbia Atlantica miniata da artisti senesi del secolo dodicesimo, alcune terrecotte robbiane ed una raccolta di maioliche arcaiche prodotte a Montalcino tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo.

Degni di nota la trecentesca Chiesa di Sant’Egidio dei Senesi e la Chiesa della Madonna del Soccorso risalente al trecento, poi radicalmente ampliata nel quattrocento e completata nel seicento, che conserva al suo interno l’antichissima Tavola della Madonna.

Tra le principali manifestazioni va ricordata quella che si svolge due volte all’anno, nella quale i Quartieri di Montalcino, Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, rievocano i tornei medioevali sfidandosi in una competizione di tiro con l’arco.

Tali eventi consistono nel Torneo di apertura delle cacce, che ha luogo la seconda domenica di agosto, e nella Sagra del Tordo, fissata per l’ultima domenica di Ottobre.

L’Abbazia di Sant’Antimo, situata a 8 km, fu in passato un complesso conventuale di notevole importanza.

Delle antiche strutture è rimasta solo la chiesa romanica risalente al nono secolo ma ricostruita nel 1100 in travertino e onice.

La facciata comprende un interessante portale, sul lato destro si apre un portale del mille e su quello sinistro un altro portale del nono secolo.

Nell’interno, a tre navate con colonne e pilastri dotati di splendidi capitelli, è interessante visitare i matronei e le cappelle che si aprono nell’abside semicircolare.

Presso l’altare risalta un notevole crocifisso romanico del mille, mentre la cripta dell’undicesimo secolo si presenta a tre navate suddivise da quattro colonne.