Friedrich Nietzsche: frasi celebri, aforismi, citazioni

Frasi di Friedrich Nietzsche, citazioni e aforismi sulle donne di questo filosofo e scrittore tedesco, vissuto nella seconda metà del diciannovesimo secolo, che ebbe grande influenza sul pensiero filosofico, politico e scientifico del mondo occidentale.

Friedrich Nietzsche: frasi celebri

Frasi Nietzsche

– Una donna può stringere legami di amicizia con un uomo; ma per mantenerla, è forse necessario il concorso d’una leggera avversione fisica.

– Dio è morto: ma considerando lo stato in cui si trova la specie umana, forse ancora per un millennio ci saranno grotte in cui si mostrerà la sua ombra.

– Migliorare lo stile significa migliorare il pensiero.

– Si possono concepire i filosofi come persone che compiono sforzi estremi per sperimentare fino a che altezza l’uomo possa elevarsi.

– Che cosa è verità? Inerzia; l’ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale.

– L’autore deve chiudere bocca quando apre bocca la sua opera.

– Senza musica la vita sarebbe un errore.

– E che cosa amerò se non l’enigma delle cose?

– Diffido di tutti i sistematici e li evito. la volontà di sistema è una mancanza d’onestà.

– Ciò che non mi distrugge mi rende più forte.

– Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.

– Dove voi vedete le cose ideali, io vedo cose umane, ahi troppo umane.

– La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

– Non è la mancanza di amore, ma la mancanza di amicizia che rende i matrimoni infelici.

– Come? Un grand’uomo? Io vedo sempre solo uno che recita il proprio ideale.

– La follia è qualcosa di raro nei singoli, ma nei gruppi, partiti, popoli, epoche è la regola.

– Il vostro amore del prossimo è il vostro cattivo amore per voi stessi. Voi fuggite verso il prossimo fuggendo voi stessi, e di ciò vorreste fare una virtù.

– Nessun pastore è un solo gregge. Ognuno vuole la stessa cosa, ognuno è uguale: chi sente in modo diverso, entra spontaneamente in manicomio.

– I maestri sono stati liquidati: la morale dell’uomo comune ha trionfato.

– E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.

– Il cinismo è la sola forma sotto la quale le anime volgari rasentano l’onestà.

– Ci sono due diversi tipi di persone nel mondo, coloro che vogliono sapere, e coloro che vogliono credere.

– Chi scrive aforismi non vuole essere letto ma imparato a memoria.

– Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male.

– Fate pure ciò che volete, ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere! Amate pure il vostro prossimo come voi stessi, ma siate prima di tutto di quelli che amano se stessi!

– Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.

– Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare.

– Tutto quello che noi oggi definiamo immorale, in qualche luogo e in qualche epoca è stato considerato morale. Che cosa ci garantisce che non cambi di nuovo nome?

– Ogni pensatore profondo teme piu’ di venire capito che di essere frainteso.

– Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina.

– La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere.

– C’è sempre un grano di pazzia nell’amore, così come c’è sempre un grano di logica nella pazzia.

– Le medesime passioni hanno nell’uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi.

– La felicità non ha volto ma spalle: per questo noi la vediamo quando se n’è andata!

– Non attribuiamo particolare valore al possesso di una virtù, finché non ne notiamo la totale mancanza nel nostro avversario.

– Io crederei all’esistenza del Salvatore se voi aveste una faccia da salvati.

– Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti, ai quali si impedisce di mutare le loro idee; cessano di essere spiriti.

– Già la parola “cristianesimo” è un equivoco −, in fondo è esistito un solo cristiano e questi morì sulla croce.

– Si corrompe nel modo più sicuro un giovane, se gli si insegna a stimare chi la pensa come lui più di chi la pensa diversamente.

– Da quando vi sono uomini, l’uomo ha gioito troppo poco: solo questo, fratelli, è il nostro peccato originale!

– Alla fine, tutte le cose devono essere come sono sempre state: le altezze stellari ai cuori elevati, gli abissi ai profondi, ed infine tutte le cose rare per gli esseri rari.

– Osare di essere immorali come la natura.

– L’esistenza è in realtà un tempo imperfetto che non diventa mai un presente.

– Non che Tu mi abbia ingannato, ma che io non Ti creda più: questo mi ha scosso.

– Novantanove parti su cento di ogni ‘creazione’ sono imitazione, in suoni o in pensieri. Furto, più o meno consapevole.

– I due grandi narcotici europei, l’alcool e il cristianesimo.

– O risplendente Sole, cosa mai saresti tu, se non ci fossi io, quaggiù, su cui risplendere?

– Dovunque mi arrampichi io sono seguito da un cane chiamato ‘Ego’.

– L’irrazionalità di una cosa non è un argomento contro la sua esistenza anzi ne è una condizione.

– Voi che accettate la responsabilità di tutto tranne che dei vostri sogni. Niente vi appartiene più dei vostri sogni.

– Che cosa può soltanto essere la conoscenza? “Interpretazione”, non “spiegazione”.

– Vi è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza.

– La cattiveria è rara, la maggior parte degli uomini si occupa troppo di se stessa per essere malvagia.

– Tutti gli ideali sono pericolosi perché avviliscono e condannano il reale.

– Siamo soltanto noi che abbiamo immaginato le cause, la successione, la reciprocità, la relatività, la costrizione, il numero, la legge, la libertà, il motivo, lo scopo.

– I libri per tutti sono sempre libri maleodoranti: vi si attacca l’odore della piccola gente.

– Che cos’è il sigillo della raggiunta libertà? Non provare più vergogna davanti a sé stessi.

– L’autore migliore. L’autore migliore sarà quello che si vergognerà di diventare scrittore.

– Dio è morto! Dio resta morto! e noi lo abbiamo ucciso! Come possiamo consolarci noi gli assassini di tutti gli assassini? Ciò che di più santo e più potente possedette finora il mondo fu dissanguato dai nostri coltelli. Chi cancella da noi questo sangue? Con quale acqua potremo purificarci? Quali solenni espiazione quali giochi sacri dovremo inventare? La grandezza di questo fatto non è troppo vasta per noi? Non dobbiamo noi stessi diventare Dei, per sembrare degni di quella grandezza? Non ci fu mai un fatto più grande, e chi nascerà dopo di noi apparterrà, a causa di quel fatto, ad una storia più grande di quanto sia stata fatta finora, qualsiasi storia!

– Bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella danzante.

– Il cristianesimo dette da bere a Eros del veleno − costui in verità non ne morì, ma degenerò in vizio.

– Chi ha un perché per vivere per può sopportare quasi ogni come.

– Contro la noia anche gli dei lottano invano.

– Un idealista è incorreggibile: se è allontanato dal suo paradiso farà un ideale del suo inferno.

– Chi regala qualcosa di grande non trova riconoscenza, perché chi lo riceve ha già troppo peso nell’accettarlo.

– Dietro un uomo che cade in acqua ci si tuffa più volentieri se sono presenti delle persone che non osano farlo.

– Se tutte le elemosine fossero concesse soltanto per compassione, i mendicanti sarebbero tutti morti di fame. La più grande dispensatrice di elemosine è la vigliaccheria.

– Se Cristo è risorto, perché siete così tristi? Voi cristiani non avete un volto da persone redente.

– La differenza fondamentale tra le due religioni della décadence: il Buddhismo non promette, ma mantiene; il Cristianesimo promette tutto e non mantiene nulla.

– Non posso credere in un Dio che vuole essere lodato per tutto il tempo.

– Ama i tuoi nemici perché essi tirano fuori il meglio di te.

– In me l’ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto nuovo: esso esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio è una risposta grossolana, un’indelicatezza verso noi pensatori: anzi, addirittura, non è altro che un grossolano divieto contro di noi: non dovete pensare!

– Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.

– Così mi disse una volta il diavolo: “Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini”.

– Tutti gli uomini, di tutte le epoche, e ancora oggi, si dividono in schiavi e liberi; perché chi non dispone di due terzi della sua giornata è uno schiavo, qualunque cosa sia per il resto: uomo di stato, commerciante, impiegato statale, studioso.

– Non può esserci un Dio perché, se ce ne fosse uno, non crederei che non sia io.

– Quando, un mattino di domenica, sentiamo rimbombare le vecchie campane, ci chiediamo: ma è mai possibile! ciò si fa per un ebreo crocifisso duemila anni fa, che diceva di essere il figlio di Dio.

– “Fede” significa non voler sapere quel che è vero.

– Nella solitudine, il solitario divora se stesso. Nella moltitudine, lo divorano i molti. Ora scegli.

– Che cos’è per te la cosa più umana? Risparmiare vergogna a qualcuno.

– Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità.

– La pancia è la ragione per la quale un uomo non si può considerare un dio.

– Il miglior scrittore sarà colui che avrà vergogna di essere un letterato.

– Falsa sia per noi ogni verità che non sia stata accompagnata da una risata.

– Ci sono tre principali gruppi di uomini: selvaggi, barbari inciviliti, europei.

– L’uomo è una corda tra la bestia e il superuomo.

– Chi conosce in profondità si sforza d’essere chiaro; chi vorrebbe sembrare profondo alla moltitudine si sforza d’essere oscuro.

– I mendicanti dovrebbero essere aboliti. Infastidisce dar loro qualcosa, e infastidisce non dar loro qualcosa.

– Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare.

– Meglio esser pazzo per conto proprio, anziché savio secondo la volontà altrui.

– Due cose vuole il vero uomo: pericolo e gioco. Perciò vuole la donna, come il giocattolo più pericoloso.

– Nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo.

– Tutto nella donna è un enigma, ma tutto nella donna ha una soluzione: questa si chiama gravidanza.

– Non esistono fenomeni morali, ma soltanto un’interpretazione morale di questi fenomeni.

– Come? L’uomo è soltanto un errore di Dio? O forse è Dio soltanto un errore dell’uomo?

– Un politico divide l’umanità in due classi: strumenti e nemici. Il che significa che conosce una sola classe, i nemici.

– Dove il popolo mangia e beve, persino dove adora, lì di solito c’è fetore. Non bisogna entrare in una chiesa, se si vuole respirare aria pura.

– La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.

– Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col suo sangue.

– Spesso contraddiciamo una opinione, mentre ci è antipatico soltanto il tono con cui essa è stata espressa.

– Avere ragione è una ragione in più per non aver alcun successo.

– Colui che cerca la conoscenza deve saper amare i propri nemici e ancor di più odiare i propri cari.

– C’è da dubitare che un gran viaggiatore abbia trovato in qualche parte del mondo zone più brutte che nella faccia umana.

– Le conseguenze dei vostri atti vi prenderanno per i capelli anche se nel frattempo sarete diventati migliori.

– Dieci volte al giorno devi superare te stesso: ciò procura una buona stanchezza ed è papavero per l’anima. Dieci volte devi riconciliarti con te stesso: perché superarsi è amarezza, e dorme male chi non si è riconciliato. Dieci verità al giorno devi trovare; altrimenti cerchi la verità anche durante la notte e la tua anima è rimasta affamata. Dieci volte al giorno devi ridere ed essere sereno: altrimenti di notte lo stomaco ti disturberà, questo padre dell’afflizione.

– Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro.

– Profondità e torbido. Il pubblico scambia facilmente colui che pesca nel torbido con colui che attinge dal profondo.

– Il pensiero del suicidio è un potente mezzo di consolazione: grazie a esso si superano parecchie cattive notti.

– Ciò che noi facciamo non viene mai capito, ma soltando lodato o biasimato.

– Un uomo di genio è insopportabile, se non ha almeno altre due qualità: la gratitudine e la purezza.

– Non voglio leggere più nessun autore di cui si noti che volle fare un libro: ma solo quelli i cui pensieri divennero improvvisamente un libro.

– Si comincia con il disimparare ad amare gli altri e si finisce con il non trovare in noi stessi più niente degno di essere amato.

– La speranza: essa è in verità il peggiore dei mali perché prolunga le sofferenze degli uomini.

– L’intento cristiano di pensare il mondo brutto e cattivo ha reso il mondo brutto e cattivo.

– L’amore è certamente tutto, meno che un mezzo di conoscenza.

– La frase più pudica che ho udito: “Nell’amore vero è l’anima che abbraccia il corpo”.

– Il vero amore pensa all’istante e all’eternità, mai alla durata.

– Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

– Se si tace per un anno, si disimpara a chiacchierare e si impara a parlare.

– Se i coniugi non vivessero insieme, i buoni matrimoni sarebbero più frequenti.

– Non c’è niente da fare: ogni maestro ha un solo allievo, e questo gli diventa infedele perché è destinato anche lui a diventare maestro.

– Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore.

– Per la donna, l’uomo è un mezzo il cui fine è un bambino.

– L’aforisma, la sentenza, sono le forme dell’eternità; la mia ambizione è di dire in dieci frasi quel che chiunque altro dice in un intero libro, quel che chiunque altro non dice in un intero libro.

– Dio creò la donna. E, a dir vero, da quel momento cessò di esistere la noia; ma cessarono di esistere anche molte altre cose! La donna fu il secondo errore di Dio.

– Si paga caro l’acquisto della potenza; la potenza istupidisce.

– Si viene puniti soprattutto per le proprie virtù.

– Per vivere soli si deve essere una bestia o un dio − dice Aristotele. Manca il terzo caso: si deve essere l’una e l’altra cosa − filosofo.