Fabriano: cosa vedere, Museo della carta e della filigrana

Cosa vedere a Fabriano, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui Museo della carta e della filigrana, Piazza alta e Palazzo del Podestà.

Palazzo del Podestà - Fabriano
Palazzo del Podestà - Fabriano

Turismo Fabriano

Cittadina delle Marche in provincia di Ancona, a 325 metri di altitudine, Fabriano è collocata in un’ampia vallata posta nel versante adriatico dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

I primi insediamenti umani nel territorio risalgono a epoca preistorica, in seguito sono state presenti civiltà come quella dei Piceni, degli Umbri, dei Galli e dei Romani, che vi fondarono gli antichi Municipi di Tuficum e Attidium.

In seguito alle invasioni barbariche e alla distruzione di Tuficum e Attidium, la popolazione si rifugiò in un primo tempo sull’altura di Castelvecchio, Castrum Vetus, dove oggi sorge il Monastero di Santa Caterina, successivamente, in maniera graduale, si espanse verso la vicina altura chiamata Poggio o Castel Novum, dove oggi si trova il Monastero di Santa Margherita, formando il primo nucleo della città, situato lungo la riva destra del fiume Giano, in origine chiamato Castellano.

Dall’unione dei due castelli, Castrum Vetus e Castrum novum, nacque il nuovo borgo, con un primo asse viario a croce latina, la piazza Alta per le adunanze del popolo e la piazza Bassa per le attività artigianali e commerciali.

Divenuto libero comune nel dodicesimo secolo, dal 1378 al 1435 il borgo fu sottomesso alla signoria dei Chiavelli, periodo in cui ci fu un notevole sviluppo, mentre, a partire dal sedicesimo secolo divenne proprietà della Chiesa.

L’arte della lavorazione della carta, che ha reso famosa la città, venne introdotta a Fabriano nel corso della prima metà del tredicesimo secolo e si sviluppò notevolmente, attraverso i commerci con l’Italia e l’Europa, soprattutto fra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, con nuovo impulso nel diciottesimo.

Attualmente Fabriano è rinomata soprattutto per la produzione delle carte a mano, al cui processo produttivo è possibile assistere visitando il Museo della Carta e della Filigrana, ospitato all’interno dell’antico Convento dei Padri Domenicani.

Piazza del Comune o Piazza Alta costituisce il centro cittadino, situato nel luogo dove un tempo scorreva un torrente che, dopo aver attraversato la piazza, confluiva nel fiume Giano.

Sulla piazza sorge la Fontana Sturinalto, chiamata così in riferimento allo zampillo posto sulla sua sommità, tramite il quale l’acqua viene spinta verso l’alto.

Il progetto fu affidato a Jacopo di Grondalo nel 1285, che prese l’ispirazione dalla fontana maggiore di Perugia realizzata qualche anno prima dai fratelli Nicola e Giovanni Pisano.

La fontana venne rimaneggiata nel 1351.

Fra gli edifici che si affacciano sulla piazza, si distingue il Palazzo del Podestà, in pietra bianca di Vallemontagnana.

L’edificio, diviso in tre corpi di fabbrica e risalente al 1255, è uno degli esempi più prestigiosi di stile gotico delle Marche.

S’innalza sopra un ardito arco a sesto acuto, nella cui volta interna sono visibili resti di affreschi risalenti al 1325.

Questa sua particolare tipologia a ponte ricorda che sotto vi passava un torrente chiamato Rivo, poi colmato e trasformato nella strada principale dell’antico borgo di Fabriano.

Nella stessa piazza si affaccia il Palazzo dei Chiavelli, meglio noto come Palazzo del Comune e risalente al quattordicesimo secolo.

Dopo gli interventi eseguiti nel 1690, della struttura originale rimane solo l’androne con volte a crociera e, nel cortile, il lapidarium con epigrafi e cippi provenienti dagli antichi municipi romani di Attidium (Attigio), Tuficum (Albacina) e Sentinum (Sassoferrato).

Il bel Loggiato di San Francesco, con le 19 arcate che si susseguono sulla piazza scoscesa, è una ricostruzione seicentesca di un portico quattrocentesco, che si estendeva a ridosso della Chiesa di San Francesco, demolita nel 1864 per far posto al municipio, di cui rimangono i resti dell’elegante portale e di un affresco.

L’Oratorio della Carità, oggi sede di convegni ed eventi culturali, risale al 1587.

Al suo interno si possono ammirare gli affreschi e la pala d’altare del pittore manierista urbinate Filippo Bellini, inoltre è interessante notare il portale gotico in pietra, provienente dall’ex monastero di Sant’Antonio fuori le mura.

Il Palazzo Vescovile fu ricostruito tra il 1546 e il 1549 a seguito della distruzione provocata dal crollo della torre civica.

L’edificio, ampliato in altezza nel settecento, si presenta con una facciata porticata con a lato la torre dell’Orologio.

Purtroppo dell’originaria sistemazione della vicina piazza Garibaldi, detta anche piazza del Mercato o piazza Bassa e un tempo caratterizzata da portici e botteghe, resta solo un tratto di portici, il portico dei Vasari, residuo dell’antico ospedale dell’arte dei Calzolai che sorgeva sulla piazza.

Nella parte alta della città si trova la Cattedrale dedicata a San Venanzio fondata nell’alto medioevo e ampliata nella seconda metà del quattordicesimo secolo.

Il Duomo venne ricostruito tra il 1607 e il 1617 dall’architetto Muzio Oddi, con decorazioni a stucchi realizzati da Francesco Selva.

Della costruzione trecentesca sono rimasti l’abside poligonale, il chiostro e la cappella affrescata di San Lorenzo, mentre al suo interno sono conservati significativi dipinti manieristici e barocchi.

Di fronte alla Cattedrale sorge il complesso dell’ex Ospedale di Santa Maria del Buon Gesù, fatto costruire nel 1456 da San Giacomo della Marca, per unire le diverse attività assistenziali della città.

L’edificio, un elegante esempio di architettura tardogotica, ospita la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli, che custodisce una collezione di opere di altissimo valore, riguardanti l’arte medievale fino al Rinascimento, il periodo post-rinascimentale, il Manierismo e opere dei secoli sedicesimo, diciassettesimo e diciannovesimo.

Il Museo dei Mestieri in bicicletta, che si trova in via Gioberti, consiste in una mostra dedicata alle biciclette d’epoca usate per svolgere antichi mestieri, nel periodo che va dalla fine degli anni venti agli inizi degli anni sessanta.

Le biciclette provengono da tutte le regioni d’Italia e rivelano uno spaccato della nostra storia.

In Corso della Repubblica è possibile visitare l’antica farmacia Mazzolini-Giuseppucci, risalente al 1896, dove si possono ammirare gli splendidi arredi lignei intagliati dall’artista perugino Adolfo Ricci e la collezione degli antichi vasi da farmacia della manifattura fiorentina Ginori.

A pochi chilometri dal centro di Fabriano si trova l’area archeologica dell’antico municipio romano di Attidium, che sorgeva in corrispondenza dell’attuale frazione di Attiggio.

A circa 13 chilometri da Fabriano, nel comune di Genga, sono molto interessanti le Grotte di Frasassi, uno spettacolare complesso di grotte carsiche sotterranee, all’interno del Parco naturale regionale della Gola della Rossa e di Frasassi.