Erice: cosa vedere, Castello di venere, Giardino del Balio, Museo Cordici, Chiesa Madre

Cosa vedere a Erice, itinerario comprendente i principali monumenti e luoghi di interesse, tra cui il Castello di Venere, il Giardino del Balio, il Museo Cordici e la Chiesa Madre dell’Assunta.

Castello di Venere - Erice
Castello di Venere - Erice

Turismo Erice

Anticamente abitata dagli Elimi, Erice venne dominata dai Cartaginesi a partire dal quinto secolo a.C., per poi essere conquistata dai Romani nel 241 a.C. con la battaglia delle isole Egadi.

Erice, situata in provincia di Trapani, ha il caratteristico aspetto di borgo medievale dotato di cinta muraria che, sviluppandosi lungo il lato occidentale dell’abitato, è interrotta da torrioni quadrilateri e dalle tre porte normanne presenti, che sono porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani.

Dal Castello Pepoli si raggiunge il verdeggiante giardino del Balio, che occupa il sito dell’acropoli antica, dove sorgeva il tempio di Venere Ericina.

La fortezza medievale costituita dal Castello di Venere, risalente al dodicesimo e tredicesimo secolo, venne costruita su una spianata parzialmente sorretta da mura ciclopiche.

Si trattava dell’area dove si trovava l’antico santuario, di cui è possibile scorgere, all’interno del castello, alcune parti, oltre ad altre costruzioni antiche.

Nella Chiesa di San Giovanni Battista, chiusa al culto, sono conservate statue del Gagini.

Nel Museo Civico Cordici, ospitato nel Palazzo dove ha sede il comune, sono conservati reperti archeologici preistorici, punici, greci e romani.

Inoltre sono esposti anche oggetti realizzati in oro, bronzo, terracotta e marmo, tra cui la testina marmorea di Afrodite risalente al quinto secolo a.C..

Nell’atrio è presente una notevole Annunciazione marmorea realizzata da Antonello Gagini nel 1525.

Non mancano infine collezioni di monete e dipinti seicenteschi e settecenteschi.

La Chiesa Madre, dedicata all’Assunta, venne realizzata nei primi anni del trecento, insieme al distaccato campanile merlato.

Nel quindicesimo secolo venne costruito un protiro di forme gotiche, in corrispondenza del portale ogivale.

L’interno a tre navate custodisce alcune notevoli statue.

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