Cuma: cosa vedere, Antro della Sibilla

Cosa vedere a Cuma, sito archeologico situato nella città metropolitana di Napoli, rientrante nell’area vulcanica dei Campi Flegrei e nel territorio di Bacoli e Pozzuoli.

area archeologica Cuma
area archeologica Cuma

Turismo Cuma

Tra le varie ipotesi formulate dagli studiosi sulle origini di Cuma, la più attendibile è quella secondo la quale si ritiene che la città sia stata fondata nell’ottavo secolo a.C. dagli abitanti della vicina Ischia, che a quel tempo si chiamava Pithckoussai.

In un primo tempo Cuma, riuscì a dominare il territorio circostante, estendendo i suoi confini sui golfi flegreo e partenopeo e riuscendo a fermare l’avanzata degli Etruschi, fino a quando nel 421 a.C. venne conquistata dai Sanniti.

Con la scelta di Puteoli come porto principale di Roma, iniziò la decadenza di Cuma, che in seguito finì per essere ricordata esclusivamente come un luogo tranquillo, solitario e soprattutto di culto, grazie alla presenza dell’antro della Sibilla, situato nelle vicinanze del Tempio di Apollo.

Si tratta di un monumento totalmente scavato nel tufo, affascinante per l’atmosfera misteriosa da cui è circondato, infatti, secondo quanto narrato da Virgilio nell’Eneide, pare che la leggendaria sacerdotessa di Apollo abitasse proprio in quel luogo, dove riceveva molti visitatori che desideravano conoscere il loro futuro.

Il dromos, che è un corridoio molto lungo di forma trapezoidale, illuminato da sei aperture laterali, conduce in un ambiente arcuato, dove se ne affaccia un altro maggiormente appartato.

Secondo ricerche recenti, pare che il complesso avesse anche una funzione difensiva relativa alla sottostante zona del porto.

Il tempio di Giove è un tempio greco risalente al V secolo a.C., di cui è rimasto solo il tracciato del podio, oltre al battistero della basilica cristiana in cui successivamente era stato trasformato.

Sulla terrazza inferiore è situato il tempio di Apollo che, secondo la leggenda, sarebbe stato costruito dal mitico Dedalo.