Charles Bukowski: frasi belle e aforismi celebri

Frasi di Charles Bukowski, citazioni belle e aforismi celebri di questo grande poeta e scrittore statunitense, autore di romanzi, racconti e poesie dove parla della sua vita.

Charles Bukowski: frasi celebri

Frasi celebri Charles Bukowski

– Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.

– La gente non ha bisogno di affetto. Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell’altra. Magari successo in amore, ma non necessariamente.

– Io dico alle donne che la faccia è la mia esperienza e le mani sono la mia anima. Qualunque cosa, pur di tirare giù quelle mutandine.

– Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.

– Il mio consiglio ai giovani scrittori è quello di smettere di cercare consigli dai vecchi scrittori.

– La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.

– Fin troppa gente che falliva in tutto il resto si votava all’arte e poi continuava a fallire anche lì.

– Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi.

– Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.

– Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova. Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere soli.

– Dev’essere strano vivere con me. È strano anche per me.

– Alcune persone non impazziscono mai. Che vite davvero orribili devono condurre.

– Il sesso è una cosa interessante ma non ha un’importanza decisiva. Cioè è meno importante, dal punto di vista fisiologico, della defecazione. Un uomo può tirare avanti per 70 anni senza una figa ma può morire in una settimana se le budella non gli si muovono.

– Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.

– La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?

– Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.

– Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore.

– Siete tutti così bravi, siete tutti così fighi, siete tutti così giusti eppure là fuori il mondo è ancora pieno di gente di merda.

– L’amore non è che il risultato di un incontro casuale. La gente gli dà troppa importanza. Per questo motivo una buona scopata è tutt’altro che da disprezzare.

– Ecco il problema di chi beve, pensai versandomene un altro: se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.

– Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!

– Il matrimonio, Dio, i figli, i parenti e il lavoro. Non ti rendi conto che qualsiasi idiota può vivere così e che la maggior parte lo fa?

– Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato nell’altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male.

– Non aspettare la donna giusta. Non esiste. Ci sono donne che riescono a farti provare qualcosa di più col loro corpo o con la loro anima, ma sono esattamente le stesse che ti accoltelleranno proprio sotto gli occhi della folla.

– Cosa potrebbe fare un poeta senza tormento? Ne ha bisogno come della sua macchina per scrivere.

– Una delle più grandi opere d’arte del mondo: una donna con delle belle gambe che esce dalla macchina.

– Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.

– Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla.

– I furbi ci fottono sempre al momento giusto, nel posto giusto, col sorriso giusto. Camminano con sprezzo anche sopra la loro merda.

– Sono i tipi eccezionali che fanno girare il mondo. Loro fanno i miracoli, mentre noi ce ne stiamo con il culo ammollo.

– Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.

– Mi guardai intorno. Non c’era nessuna donna lì in quel caffè. Ripiegai sulla cosa che sta al secondo posto in graduatoria: sollevai il mio bicchiere e lo scolai.

– Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecille.

– Io sono il mio dio. Siamo qui per disimparare gli insegnamenti della chiesa di stato, e il nostro sistema educativo. Siamo qui a bere birra. Noi siamo qui per uccidere la guerra. Siamo qui per ridere della probabilità e vivere le nostre vite così bene che la morte tremerà a prenderci.

– Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta. Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?

– Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse.

– Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, che odiano il loro lavoro e sono spaventati all’idea di perderlo: non c’è da stupirsi che le loro facce abbiano l’aspetto che hanno.

– La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.

– Ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte…”andiamo al cinema!”, “andiamo in barca!”, “andiamo a scopare!”, “andate a cagare tutti quanti”, dico sempre io, “lasciatemi in pace qui”.

– Resistere ha senso solo se ne esci con qualcosa in mano alla fine. Ma resistere tanto per resistere è l’infelice condizione di milioni di persone.

– I pazzi e gli ubriachi sono gli ultimi santi della terra.

– La schiavitù non è stata eliminata affatto, è solo stata allargata fino a comprendere i nove decimi della popolazione.

– Ovunque vada la folla tu corri nell’altra direzione. Loro si sbagliano sempre.

– Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.

– La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.

– Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.

– L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.

– Ci sono dei momenti in cui la follia diventa così vera che non è più follia.

– Non c’è donna più bella di quella che passa sotto la tua finestra e un attimo dopo non c’è più.

– Paradossalmente la gente che crede di sapere sempre tutto è proprio quella che non capisce mai un cazzo.

– Perché bevo? Perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio.

– L’uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco. Diffidatene. Lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita.

– Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella.

– Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.

– L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.

– Le donne erano destinate a soffrire; non c’era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d’amore.

– Ci vuole un certo dosaggio, fra solitudine e folla. Un certo equilibrio ecco il trucco, per non finire fra quattro pareti imbottite.

– Lo stile è uno strumento utile per dire quello che hai da dire, ma quando non hai più niente da dire lo stile è un cazzo moscio di fronte alla mirabilissima fica dell’universo.

– Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.

– Un buon poeta non sa mai chi e che cosa è, è a un passo dall’orlo dell’abisso, ma non c’è niente di sacro in quello che fa, è un mestiere come lavare i pavimenti di un bar.

– La religione va bene negli ospedali. Dio gode di una certa popolarità in posti del genere.

– I Capi? Senz’anima e di mediocre intelletto, implacabili con i subalterni.

– Sapevo che le code mi stavano uccidendo. Non riuscivo ad accettarle, al contrario di tutti gli altri. Tutti gli altri erano normali. Per loro la vita era bella. Potevano far la coda senza provare dolore. Potevano mettersi in coda e starci per sempre.

– Come cazzo si può pensare che sia divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivate in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?

– Gli innamorati diventano spesso nervosi, pericolosi. Perdono il senso della realtà. Perdono il senso dell’umorismo. Diventano irritabili, psicotici e noiosi. Ammazzano perfino la gente.

– A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos’hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato le scarpe, hanno tirato la catena del water, ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.

– Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso.

– Da dove venivano le donne? Ce n’era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa, i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n’erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!

– Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.

– A volte pensavo al fegato, ma lui non parlava mai, non diceva mai: “Smettila, tu stai ammazzando me e io ammazzerò te!” Se avessimo il fegato parlante non avremmo bisogno degli Alcolisti Anonimi.

– Cominciai a guardarle su per le gambe. Mi sono sempre piaciute le gambe. È stata la prima cosa che ho visto quando sono nato. Ma allora stavo cercando di uscire. Da quel momento in poi ho sempre tentato di andare nell’altra direzione, ma con fortuna piuttosto scarsa.

– La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.

– Le feci tener su le calze e le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, e io ho un termine specifico per gli psichiatri.

– Il rapporto sessuale è prendere la morte a calci nel culo mentre si sta cantando.